Il Museo Nazionale degli strumenti musicali di Roma, che ospita una delle più importanti collezioni del mondo, necessita da anni di una completa riorganizzazione. I criteri espositivi sono antiquati, molti strumenti hanno bisogno di restauri, manca una climatizzazione adeguata. E nonostante i visitatori della galleria siano pochi, non si fanno attività per renderla più visibile. I responsabili rispondevano alle critiche motivando i problemi con la mancanza di soldi. Adesso, i fondi sono stati stanziati. Lo dice Rossella Vodret, sovrintendente del Polo museale romano: «Tra qualche settimana il museo verrà chiuso per 3 mesi per lavori e riaprirà più bello e vivace». Speriamo. Da troppo tempo durano incertezza e precarietà. Tra i musicofili è cresciuta la preoccupazione per le sorti di uno straordinario patrimonio che comprende pezzi unici come l'Arpa Barberini, capolavoro del barocco, e uno dei tre pianoforti esistenti di Bartolomeo Cristofori. Alloggiato in una palazzina a piazza Santa Croce in Gerusalemme, il museo, diretto da Luigina Di Mattia (che preferisce non rilasciare dichiarazioni), deriva da una convenzione con il tenore Evan Gorga, primo interprete della Bohème di Puccini, il quale affidò la sua collezione allo Stato. Custodisce circa 3000 pezzi: ne sono esposti circa 900 al primo piano. Il secondo è usato in parte come deposito per altri strumenti. Al pianterreno c'è un piccolo Auditorium dove si tenevano concerti, talvolta con strumenti del museo stesso, alcuni dei quali sono suonati e dovrebbero essere tenuti in esercizio per mantenere la sonorità. Ora questo spazio è utilizzato come ufficio dal personale amministrativo. I locali dell'amministrazione sono infatti passati alla Direzione generale per lo spettacolo dal vivo del Ministero dei beni culturali, che ha sede nella palazzina a fianco. Soprattutto, il patrimonio è poco valorizzato. I visitatori non hanno a disposizione didascalie adeguate e mancano registrazioni del suono degli strumenti stessi. Di studi, ricerche e pubblicazioni, attività normali per un museo, non se ne parla. I cataloghi sono vecchi. Non stupisce che nel 2010 i visitatori siano stati solo 15.000 (in gran parte scolaresche) di cui solo poco più di tremila paganti, in media una decina al giorno. Ora, a tutto questo dovrebbe essere posto rimedio. «Negli ultimi 30 anni - dice Rossella Vodret - la normativa è cambiata per cui oggi il museo non è a norma, a partire dalla vetrine. Per adeguarlo, l'anno scorso è stato dato l'incarico al regista Pier Luigi Pizzi di realizzare un progetto, riguardante sia gli aspetti didattici sia l'allestimento, anche per rendere l'esposizione più coinvolgente. Tra l'altro si potranno ascoltare i suoni degli strumenti tramite registrazioni. Per tutto questo abbiamo stanziato una cifra importante. Il progetto è pronto: si tratta di fare la gara, e ci vorrà un mese e mezzo circa; poi partiremo con i lavori». L'Auditorium verrà riattivato? «Si, e potrà funzionare anche indipendentemente dal museo. E' in corso un accordo con l'Accademia di Santa Cecilia per far suonare gli allievi dei corsi di perfezionamento. Nel nuovo progetto è precisato dove saranno sistemati gli uffici. Sarà rifatto l'impianto elettrico e verrà adeguato quello di climatizzazione». Il secondo piano? «Verrà sistemato e in prospettiva ospiterà uno spazio espositivo dove saranno allestite mostre temporanee degli strumenti oggi tenuti nei depositi». La riorganizzazione si presenta comunque complessa e delicata. Gli specialisti auspicano che l'occasione venga sfruttata fino in fondo. Dice Enrico Casularo, collezionista, organologo, docente di flauto traverso al Conservatorio Santa Cecilia: «Il museo meriterebbe di diventare un polo culturale d'importanza europea. Ma sarebbero necessari altri spazi. Ed è importante che il nuovo allestimento venga realizzato su basi scientifiche secondo un criterio che non prescinda dal restauro funzionale di alcuni strumenti, cioè devono poter essere suonati. Per tutto ciò è indispensabile la collaborazione di esperti di strumenti antichi. In Italia ce ne sono, oltretutto autori di ricerche fondamentali. E sarebbe opportuno il coinvolgimento di organismi del settore come i dipartimenti di musica antica dei Conservatore».
ROMA - Museo degli strumenti musicali stanziati i fondi al via i restauri anche dell'auditorium.
Il Museo Nazionale degli strumenti musicali di Roma, che ospita una delle più importanti collezioni del mondo, necessita di una completa riorganizzazione. I criteri espositivi sono antiquati, molti strumenti hanno bisogno di restauri e manca una climatizzazione adeguata. I visitatori sono pochi e non si fanno attività per renderla più visibile. I responsabili hanno motivato i problemi con la mancanza di soldi, ma adesso sono stati stanziati fondi per lavori e riapertura. Il museo verrà chiuso per 3 mesi per lavori e riaprirà più bello e vivace. Il progetto di riorganizzazione include l'allestimento, l'aggiornamento dei cataloghi e l'installazione di registrazioni del suono degli strumenti.
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