Tra quelle mura una storia non solo architettonica ma anche sociale, politica e religiosa valentina raffa La XX Giornata Fai di primavera, che ha coinvolto ben 670 luoghi d'Italia, rendendoli fruibili al pubblico, ha dischiuso ai cittadini modicani un'inedita pagina di storia, restituendo alla città il Convento del Carmine, ex Caserma dei Carabinieri, in piazza Matteotti, autentico gioiello di architettura medievale e moderna. I vari rimaneggiamenti nel tempo, gli interventi che si sono stratificati, emersi dopo un lungo lavoro di restauro durato ben 29 mesi, grazie ai fondi della legge 43391, hanno rivelato, dopo l'abbattimento di spesse intercapedini murarie, una storia non solo architettonica, ma anche sociale, politica e religiosa di grande interesse, che giaceva obliata nel tempo. Un contributo a che ciò accadesse è stato dato anche da rinvenimenti fortuiti degli ultimi anni nell'area contigua alla chiesa del Carmine. Basti pensare che nel 2007 alcuni lavori eseguiti in proprietà private vicino alla chiesa del Carmine e nell'attigua via San Paolo hanno messo in luce l'esistenza di una cappella laterale della chiesa, un arco modanato che si apriva in antico su un ambiente con pavimentazione in lastre calcaree, ed una piccola cripta con relativo ossario. E successivamente è stata trovata anche l'abside della chiesa pre-terremoto. Ad illustrare quest'articolata pagina di storia ieri mattina al pubblico, durante la giornata Fai, organizzata dal capodelegazione della provincia di Ragusa, dott. Riccardo Gafà, e dal capogruppo di Modica, avv. Giuseppe Polara, sono stati l'architetto Giorgio Battaglia, dirigente della Soprintendenza di Ragusa, insieme con il prof. Paolo Nifosì, storico d'arte, e 28 studenti del Liceo Classico "Tommaso Campailla" di Modica opportunamente istruiti dall'arch. Battaglia. E Modica, con le sue chiese, il suo Chiostro di Piano Gesù, che attende ancora, dopo la restituzione alla città dello scorso aprile, di divenire fruibile al pubblico, ed ora anche con il Convento del Carmine, è uno scrigno di preziosità che vanno salvaguardate, ma anche divulgate. Dal cortile del Convento si accede, al piano terra, ad alcune cappelle della navata destra della chiesa del Carmine, una decorata con affreschi e le altre che fanno parte della sagrestia. Per una gradinata, sempre dal cortile, si accede al primo piano, dove, sul lato sinistro del chiostro, sono riemerse quattro finestre pertinenti alla chiesa medievale occluse dopo il terremoto del 1693, quando l'edificio fu ridotto ad una navata unica. Al di sopra delle finestre di forma allungata e del tipo decorato con motivo trilobato, sul muro a contatto con la chiesa risulta evidente una sopraelevazione avvenuta probabilmente dopo il terremoto, con l'inserimento delle ampie finestre attuali. Sempre lungo la parete sinistra del Chiostro, a 60-70 cm dal piano di calpestio, sono stati individuati i resti di una decorazione a fascia con fiori in rosso, bruno e giallo, interrotta dalle monofore. Alla giornata erano presenti, tra gli altri, il presidente della Provincia, Giovanni Antoci, il vice prefetto vicario Maria Rita Cocciufa, il consigliere prov.le Marco Nanì, il sindaco Antonello Buscema, e l'assessore alla Cultura, Annamaria Sammito, il comandante prov.le dei Carabinieri col. Salvatore Gagliano, e quello della Compagnia di Modica, cap. Alessandro Loddo, il responsabile prov.le della Protezione Civile, ing. Chiarina Corallo. Le visite al complesso conventuale si terranno anche oggi dalle 9.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 18. 25032012