Mi sento più sicuro quando è forte: ma certe realtà sindacali rappresentano poco più che delle sigle Li renderò noti appena firmeranno la liberatoria per la privacy: non ho sponsor segreti Mi piacerebbe che i miei figli si spostassero da un capo allaltro della città come sul metrò Credo che la mia esperienza possa essere recuperata un domani anche a livello nazionale La scommessa della vita? Far passare la tramvia sotto il centro», attacca Matteo Renzi. «Lo stadio nuovo? Questo non è il momento di forzare i tempi. Ma sono pronto a scommettere che si farà anche quello», aggiunge mentre per la prima volta mostra il plastico della nuova area Mercafir realizzato dai tecnici comunali. Seduto alla sua scrivania nella sala di Clemente VII in Palazzo Vecchio, il sindaco sembra più concentrato che mai sulla Firenze che ci aspetta. Lera della rottamazione appare lontana, il Big Bang della politica lha fatto il governo Monti e a lui non resta che pensare a quello della città. Rivendica le cose fin qui fatte e anzi si rimprovera di non riuscire a comunicarle tutte. E nonostante manchino meno di 800 giorni alla fine del mandato continua a volare alto. La tramvia interrata? Ma sta ancora sognando? «Interrata sì, è la scommessa della vita. Vorrei che i miei figli si spostassero da un capo allaltro della città con il tram, come se fosse una micrometropolitana. Il tunnel è un prolungamento della linea 2, sarà lungo cinque chilometri, dalla stazione Foster fino al Lungarno della Zecca. Il costo è allincirca di 250 milioni di euro, molto meno di una metro. E poi non occorre scendere troppo in profondità, abbiamo uno studio che parla di 8-10 metri al massimo. Ne ho già parlato con il ministro Passera e il suo vice Ciaccia». E i soldi dove li trova? Passera le ha dato garanzie? «In questo momento il governo sostiene di non avere risorse per fare nulla. Ma qui serve un progetto internazionale, vanno cercati fondi europei, li troveremo». Intanto però non riesce neppure a far partire la linea 2... «Calma, ormai siamo vicinissimi alla soluzione, le banche mi sembrano in dirittura darrivo e rivendico la mia scelta di non aver avviato prima un cantiere che ora sarebbe fermo in viale Guidoni e bloccherebbe mezza città. A conti fatti avevo ragione io, questa è una partita che ho seguito in prima persona» A novembre aveva promesso di fare la linea in mille giorni. Promessa tradita? «E vero lavevo detto. Ma conto di farcela anche in meno tempo, forse entro il mio primo mandato vedremo la linea 2. Del resto qui si sono verificate due condizioni particolari: prima sono andate in crisi le imprese che dovevano gestire i lavori e poi le banche che le finanziavano. E quando dal pool si è sfilata la Bank of Scotland a garantire è subentrata la Cassa depositi e prestiti, in pratica il governo». Potrebbe trovarsi nella condizione di affrontare la prossima campagna elettorale con i cantieri aperti. «Tra tutte le cose che mi preoccupano questa è allultimo posto, giuro. Mi auguro piuttosto che ci sia qualcuno che voglia sfidarmi alle primarie e che esprima un dissenso rispetto al mio operato. Sono pronto alla gara». Pensa già alla rielezione, insomma. Niente più aspirazioni a ruoli nazionali, niente più obiettivi da centrare nel 2013? «La vicenda Monti è destinata a cambiare strutturalmente la politica italiana e io non sono un tarantolato. Ho sempre detto che avrei voluto fare il sindaco di Firenze per dieci anni, poi si era aperta una finestra, se si fossero fatte le primarie ci avrei pensato. Credo però che la mia esperienza possa essere recuperata un domani anche a livello nazionale, vivo questa attesa senza ansia da prestazione». E intanto sta per uscire il suo nuovo libro e lei ricomincerà il tour presentazioni in giro per lItalia e salotti televisivi. «Il libro è un atto damore per Firenze, non a caso sintitola Stil novo, la rivoluzione della bellezza tra Dante e twitter. Parla dei Medici ma anche di Mario Monti, di Machiavelli e dei tecnici al governo, si muove tra la storia e lattualità». Parla anche del caso Lusi? «Mi ha fatto male essere accostato a Lusi, io da lui non ho ricevuto un soldo e non lo avrei detto in modo così chiaro fin dal primo giorno se non ne fossi più che certo. Quando Rutelli si deciderà a tirare fuori tutte le carte sarà evidente che dico la verità. Non ho avuto neanche un euro da Lusi». Però ancora non ha rivelato la lista dei suoi finanziatori. «Lo farò appena ciascuno di loro avrà firmato la liberatoria per la privacy e finora nessuno ha detto di no. Ma non ci saranno sorprese, i nomi sono già noti, non ho sponsor segreti». Vedremo la lista quando sarà pubblica. Torniamo intanto alla lista delle promesse. Sulle Cascine aveva detto che si sarebbe giocato la rielezione ma il parco è ancora come lha trovato. «E arrivata lora di riappropriarsi del parco, ci investiamo 20 milioni. Servono per creare il centro visite che sarà pronto nel 2013, per sistemare il verde pubblico, la gestione dellippodromo, la nuova passerella dellArgingrosso, il golf che da 9 passa a 18 buche». E come si superano il degrado, la scarsa sicurezza, labbandono notturno? «Ci saranno dei sorveglianti e una nuova illuminazione ma di notte non posso chiudere, quindi...». Ha qualcosa da rimproverarsi almeno? «Diverse cose. Ma soprattutto di non riuscire a comunicare il gigantesco lavoro svolto da questa amministrazione, che la gente non percepisce». Ma non era proprio lei il principe dei comunicatori? «E invece non sono stato capace di far capire alla gente quante cose siano già state fatte. Da domani nelle case dei fiorentini arriverà una mia lettera in cui racconto i miei primi mille giorni, vorrei essere valutato sui fatti concreti, non sulle chiacchiere». Cosa ha fatto in mille giorni di veramente concreto e visibile? «Ho investito cento milioni per rifare le strade, ho ridotto lIrpef mentre la Regione lha aumentata, ho diminuito i dipendenti risparmiando 14 milioni, ho abbassato la tassa sulla prima casa rispetto ai tempi di Domenici. Poi i campi di rugby e football a San Bartolo, la nuova sede degli Assi e dei Canottieri, la palestra per la boxe al Mandela, la rinascita delle Murate, il canile di Ugnano, il giardino Santa Rosa e quello di via Allori. E ogni settimana vado a Roma per battere cassa per il Teatro dellOpera, ormai sembro un mendicante che fa la questua». Eppure il Cipe ancora non ha tirato fuori i soldi. Dispera? «Mi auguro che lo faccia entro aprile, altrimenti vedrete! Il governo non potrà che finire i lavori che ha iniziato, spero che i tecnici se ne rendano conto». La trattativa con gli orchestrali però si è arenata. Non pensa che i rapporti sindacali potessero essere gestiti meglio? «Auspico che la Fials torni al tavolo, conosco i bravissimi maestri del Maggio, so che vogliono bene al teatro, sono persone serie. Capisco che esistano problemi di stipendi ma cè anche un problema di quanto lavorano: non più di 200 giorni lanno, perché lorganizzazione del lavoro prevede un sistema allucinante di pesi e contrappesi». Arriverà un commissario? «Questa cosa non esiste, un commissario farebbe la stessa cosa che fa la soprintendente Colombo. Se lei non si fosse trovata a gestire 50 esuberi con un taglio dei fondi Fus di 6 milioni tutte queste difficoltà non sarebbero mai nate». Il sistema della concertazione a lei non è mai piaciuto. Adesso anche il governo Monti sullarticolo 18 lo ha archiviato. «Fa bene Monti a superare la concertazione ma lo sfido a trovare un ragazzo di ventanni o un imprenditore a cui interessi la modifica dellarticolo 18, che è diventato un feticcio ideologico su cui si è innescata una battaglia mediatica. E comunque io mi sento più sicuro quando il sindacato è forte, come è ad esempio la Fiom a Firenze. Invece siamo pieni di realtà sindacali che rappresentano poco più che delle sigle». Si riferisce allAtaf? «Il tema vero di Ataf è che io ho proposto un patto ai lavoratori a cui ho chiesto di lavorare 10 minuti in più e loro mi hanno risposto picche, perdendo unoccasione di migliorare il servizio e aiutare lazienda. Poi hanno indetto un sacco di scioperi provocando dei danni incredibili. E allora si privatizza». Se i dipendenti dellAtaf avessero accettato non lavrebbe venduta? «Non lo so, ma di certo questo giochino per cui per avere 20 giorni in più di ferie debbano pagare i fiorentini deve finire». Pasqua e Primo maggio senza bus questanno, a proposito. «Scelta sbagliatissima, mi auguro si possa ancora recuperare». La battaglia con gli ambulanti di San Lorenzo quando finirà? «In teoria il 15 aprile, a meno che il Tar non conceda la sospensiva. Ma se vinco io, vince Firenze. In ogni caso non mollo». Cè unaltra partita sospesa nellaria, quella dello stadio. Come vanno i rapporti con i Della Valle? «Ho costanti rapporti con la famiglia Della Valle e parlo molto spesso con Diego, che ammiro moltissimo e ritengo un grande imprenditore. E chiaro che qualcosa si è rotto con la squadra, limportante è chiudere la stagione senza altri dolori. I Della Valle hanno fatto un accordo con Firenze e dato più soldi per la convenzione adesso non è il momento di forzare i tempi sullarea Mercafir. Ma sono sicuro che i lavori per lo stadio partiranno presto. Ho qui il plastico, ogni tanto me lo guardo». Non è che lei vuole fare un po troppe cose tutte da solo? Adesso si è preso anche la delega alla cultura. Quando nominerà un nuovo assessore? «Dopo lestate sceglierò un bel nome che mi affianchi nellultima parte del mandato ma adesso voglio occuparmi io di sbrigare il lavoro amministrativo. Mi premeva lestate fiorentina e sono felice del ritorno di Benigni e mi preme rilanciare il Vieusseux, lo Stibbert e anche Forte Belvedere che secondo Da Empoli dovrebbe diventare il nostro ministero degli esteri. E poi cè la Battaglia di Anghiari a cui tengo moltissimo, comè noto». Molte associazioni si lamentano per la latitanza del Comune. «E allora ricordo che in un mondo normale il Comune non salva la Pergola ma la dà al privato. Io invece metto soldi anche nelle scuole perché alimentino la domanda di cultura e si riempiano i teatri. A quello di Rifredi, che fa una programmazione interessante, non solo garantisco il contributo per il 2012 ma assicuro un contratto triennale, perché credo in quello che fa». E ancora sospesa leterna questione dellaeroporto. «Ogni volta che ne parlo però allontano di qualche settimana la soluzione. Che dire? Spero che la Regione sia coerente con quanto ha sempre sostenuto. E già che ci sono ricordo che lassessore Nencini ci aveva promesso i soldi del sociale e invece non ci sono. Li tireranno fuori? Del resto anche il governo dovrebbe dare una mano alle famiglie oltre che alle banche». Alle primarie di Pistoia Bartoli è arrivato secondo. Ora il Pd non vuole metterlo in lista, che ne pensa? «Davvero non so quale strana malattia abbia colpito il Pd sulle primarie. Come si fa a mettere in dubbio se candidare o meno uno che ha preso 3.500 voti? Io avrei pagato per avere in lista Ventura, Lastri e Pistelli, magari. I voti sarebbero lievitati. E poi a Milano Boeri non è capogruppo di Pisapia? Ma di quali regole parlano a Pistoia?». Come vanno i rapporti con Bersani, vi sentite? «E venuto a Firenze per il corteo dei senegalesi, lho molto apprezzato. Comunque ieri ho sentito anche Casini, era qui a Firenze». Ha letto della vicenda dellex assessore Conti? «Con Conti così come con Biagi e Cioni sono in disaccordo sul piano politico e di loro parlo solo dal punto di vista politico. Non voglio entrare in nessunaltra questione che li riguardi».
la Repubblica
25 Marzo 2012
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SI
Simona Poli
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
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