Il prof: è il primo presidente che si confronta pubblicamente con noi Si è infranto un tabù. Anzi, è quasi scoppiato lamore. Fra la "Rete dei Comitati per la tutela del territorio" guidata da Alberto Asor Rosa e la Regione di Enrico Rossi le distanze da ieri non sono più siderali. Su tutela del paesaggio e politiche di sviluppo si può tentare una conciliazione: «Accetto la sfida di fare della Toscana un modello positivo a livello nazionale per lo sviluppo di qualità», dice il governatore davanti alla platea dei comitati (cè anche lassessore Anna Marson) riuniti ieri allo Stensen per il convegno nazionale Dalla parte del territorio. Del resto, il futuro della Rete «sta in un nuovo approccio alle istituzioni, dobbiamo passare dalla protesta alla proposta», dice Asor Rosa, «e Rossi è il primo presidente che si confronta con noi pubblicamente». Segno di «un cambio di passo netto rispetto al passato - continua il professore - Nella giunta precedente, Martini aveva manifestato a parole unapertura che fu rapidamente contraddetta nella pratica da pressioni di natura politica e di partito, condizionamenti di cui Rossi non mi pare risenta». Una stoccata Asor Rosa poi la riserva al governo Monti, che «sotto il profilo ambientale e territoriale dimostra scarso impegno politico e pure scarsa tecnicità», e formazione e beni culturali «sono i settori più deboli e insignificanti» dellesecutivo. Nel mirino di Ornella De Zordo labitudine «di concentrare enormi finanziamenti pubblici su grandi opere che non vedono mai la fine» e che mettono a rischio i «beni comuni». Per arginare «la spietata aggressione al paesaggio - dice lex direttore della Normale Salvatore Settis - bisogna far valere le garanzie costituzionali, sistematicamente violate in nome del profitto e della rendita». Ma il «neoambientalismo» è nella «conversione ecologica delle politiche industriali e nelle produzioni di prossimità», sostiene leconomista Guido Viale. Ma Rossi, che offre una sponda ricordando le leggi che vietano nuove edificazioni in zone alluvionali e linstallazione di megaimpianti fotovoltaici su terreni agricoli, non rinuncia a un messaggio chiaro: «Gli obiettivi europei del 2020 sono difficili da raggiungere», ma lequilibrio è «nella manifattura sostenibile, nella geotermia e nella manutenzione dei boschi, con cui creare una filiera per la bioedilizia e gli impianti a biomasse». Tanto basta allIdv per ricomporre lo scontro con il Pd. Rispetto a parte del centrosinistra, «che immagina lo sviluppo basato sul cemento - dice il segretario Fabio Evangelisti - Rossi ha fatto enormi passi in avanti».