Pieraccini (Università di Firenze): «Servono strumentazioni più sofisticate di quelle usate nel 2002» Seracini: «La nostra però è una ricerca molto più complessa» Stella e Tenerani (Pdl): «Serve chiarezza, siamo al fianco dell'Ateneo» La vicenda della ricerca della Battaglia di Anghiari in Palazzo Vecchio si fa sempre più ingarbugliata e controversa. L'intercapedine individuata dietro la parete est del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio si riscontrerebbe anche in altre parti della stessa parete. Lo afferma il professore Massimiliano Pieraccini, direttore del Techlab (Laboratorio di Tecnologie per l'Ambiente e i Beni Culturali dell'Università di Firenze), che dieci anni fa condusse un programma di ricerca con il radar nel Salone con l'ingegnere Maurizio Seracini, professore della Università della California di San Diego e responsabile della «caccia» al Leonardo scomparso. Non si tratterebbe dunque di «una nicchia creata da qualcuno per custodire il Leonardo perduto», a parere di Pieraccini, dato che è «la struttura stessa del muro ad essere in quel modo». «Le ricerche con il radar, come documentato anche in pubblicazioni scientifiche, dimostrano che un'intercapedine non è solo lì dove si dice che sarebbero le tracce dell'affresco, ma in tutta l'estensione della parete, lunga circa 54 metri», spiega Pieraccini. «Il radar dieci anni fa segnalò che dopo 15 centimetri di muratura c'è una discontinuità che può essere un vuoto al massimo largo 4 centimetri», ha aggiunto Pieraccini, che si chiede se non sarebbe il caso di ripetere le ricerche «con un radar ancor più sofisticato di quello impiegato nel 2002». Pieraccini è intervenuto in occasione della divulgazione della diffida presentata dall'Ateneo fiorentino, redatta dall'ufficio legale e firmata dal rettore Alberto Tesi, nei confronti dell'ingegnere Seracini. Secondo la diffida. Seracini avrebbe mostrato lo scorso 12 marzo un'immagine, durante la presentazione ufficiale della ricerca sostenuta dal National Geographic, realizzata insieme all'Università di Firenze (Dipartimento di elettronica e telecomunicazioni della Facoltà di Ingegneria) senza però menzionare mai il nome dell'Ateneo. Peraltro si tratta dell'immagine radar che dimostra la presenza dell'intercapedine dietro alla parete affrescata dal Vasari, emersa dalle indagini condotte nel 2002 congiuntamente da Pieraccini e Seracini. Ecco la replica di Seracini: «Mi sembra francamente fuori luogo che qualcuno voglia entrare nel merito delle strutture architettoniche del Salone dei Cinquecento, cioè di come è stato costruito, semplicemente basandosi su una campagna radar, mentre ne sono state fatte cinque. La nostra è una ricerca complessa, che si basa non solo sulle campagne radar ma su indagini termografiche e modellazione tridimensionale con laser-scanner per posizionare correttamente tutti i dati ottenuti». Sulla diffida, Seracini ha detto: «Mi dispiace che seppur per una singola immagine non ho avuto modo di citare l'attività che l'Università ha condotto con me nel 2002». Il Pdl fiorentino torna a chiedere chiarezza sulla ricerca, con un intervento del capogruppo Pdl in Consiglio comunale, Marco Stella, e del vicepresidente della Commissione cultura di Palazzo Vecchio, Mario Tenerani, che in passato hanno premuto molto perché l'Opificio avesse il materiale per fare le controanalisi. «Noi siamo al fianco dell'Università di Firenze - hanno sottolineato - anche perché qui è in gioco la credibilità di Firenze, delle sue istituzioni e dello stesso Comune. Si lanciano accuse precise; si dice che il risultato scientifico di aver scoperto una intercapedine è dell'Università di Firenze, con una ricerca condotta nel 2002 ed inoltre si afferma che l'intercapedine si trova anche in altre parti della parete est. Questo potrebbe significare che dietro il dipinto del Vasari non si nasconde nessun Leonardo. Occorre fare chiarezza, molto velocemente».