«Non gli chiedo solo soldi». Cordibella a Crespi: «Ok il pareggio, ma per far cosa?» Il sindaco Nicola Sodano risponde al presidente della Provincia Alessandro Pastacci e all'assessora alla cultura Francesca Zaltieri su Palazzo Te, dopo la polemica apertasi perla richiesta della Provincia di dimezzare la sua quota. «Questo atteggiamento mi pare fuori luogo. Perché dire: basta solo e sempre pagare? Dal 2005 ad oggi la Provincia ha dato al Centro Te 175mila euro, ovvero la quota di 25mila euro all'anno, il Comune di Mantova ha versato 11 milioni e 300 mila. Quanto al fatto che non li avrei coinvolti nella scelta di Crespi, va ricordato che in quel periodo c'era il cambio in Provincia, da Fontanili a Pastacci. Inoltre lo Statuto prevede che la nomina del presidente del Centro Te spetti al Comune, anzi al sindaco di Mantova». Quel «parlerò con Pstacci», spiega «esprimeva l'intenzione di ridiscutere con la Provincia la decisione, non tanto per i soldi, ma perché porsi sul livello dei soci minori, appare come una presa di distanza, criticata da molti consiglieri comunali, anche del Pd». E Sergio Cordibella risponde a Crespi: «Nella sua replica il presidente ci assolve (bontà sua), quali firmatari della lettera sulla crisi del Centro Te, dalla accusa di conservatorismo. Io mi sento invece un "conservatore", addirittura un "nostalgico" di un progetto di Centro che appare ormai snaturato rispetto alle funzioni ed alle finalità originarie. E' rimasto assai poco purtroppo della istituzione che sapeva elaborare in autonomia progetti culturali di qualità, che attraverso la sua rivista "Quaderni di Palazzo Te" promoveva e valorizzava studi e ricerche nel campo della storia dell'Arte, che collaborava con musei come il Louvre e il Gran Palais di Parigi, il Moma di New York,l' Albertina ed il Kunsthistorisches di Vienna, si avvaleva di un Comitato scientifico con personalità come Pierre Rosenberg" Erich Steingraber, Konrad Oberhuber, Antonio Paolucci e contava su una solida e remunerativa alleanza pubblico-privato. La filosofia attuale sembra quella di ridurre il Centro a semplice sede ospitante di mostre progettate e realizzate altrove. Crespi si vanta giustamente di aver riportato in equilibrio i conti del centro. Ma con quali prospettive, quali progetti, quali alleanze?»