Il dibattito sui Musei statali VENEZIA - «Il Ducale? E' un nostro diritto averlo - dice lapidario il sindaco Giorgio Orsoni - la collaborazione tra musei è certamente auspicabile, in passato si sono fatti diversi tentativi, ma non sono andati bene. Pensare di dare il 20 per cento degli incassi del Ducale per i musei statali, però non ha senso, sposterebbe altrove il problema». La proposta del consigliere istituzionale del Ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi, Franco Miracco destinare un quinto degli incassi della «gallina dalle uova d'oro» veneziana, Palazzo Ducale (21 milioni euro di incassi l'anno da solo), per far funzionare i musei statali lascia fredda Ca' Farsetti. Se da un lato ci sono i problemi di bilancio urgentissimi dei cinque musei statali, (due sono rimasti chiusi domenica per mancanza di personale) e la necessità di concludere le Gallerie, dall'altra ci sono i Musei civici, e i loro lavoratori. Il timore è che per chiudere un problemi ai musei statali, se ne apra uno ai Musei civici. Quel che è sicuro, dice il sindaco, è che in futuro i musei statali e i musei civici dovranno instaurare un dialogo reciproco, e non solo a livello di programmazione espositiva. «Quanto ha dichiarato Hartsarich va interpretato - dice Orsoni - non ha detto dateci i musei statali ma collaboriamo, Venezia d'altronde ha già un'esperienza in tal senso con la Fondazione musei». E di collaborazione, ieri, ha parlato anche il presidente della Fondazione Musei Walter Hartsarich: «La situazione dei musei statali è al centro delle riflessioni anche della Fondazione Musei Civici di Venezia in quanto il sistema museale veneziano per operare al meglio non può prescindere dal funzionamento ottimale dei musei dello stato spiega non è all'attenzione e non lo sarà mai l'ipotesi di candidare la Fondazione Musei Civici di Venezia ad una gestione dei musei statali ma la fondazione diversamente, nel quadro delle proprie competenze e responsabilità, si rende disponibile a discutere ed individuare percorsi a sostegno dell'offerta museale complessiva della città». E mentre le istituzioni attendono un tavolo comune di confronto, a dirsi preoccupati sono i sindacati: «Spostando gli incassi non si risolve nulla, è un gatto che si mangia la coda e alla fine a rimetterci sono sempre i lavoratori - dice Andrea Brignoli, segretario provinciale Filcams Cgil - togliendo al Comune parte degli incassi per tappare le falle dei musei statali si apriranno altre falle magari non direttamente nei musei civici, ma sicuramente nel bilancio comunale. Il problema è molto più generale: lo Stato dovrebbe ripristinare i finanziamenti alla cultura che negli ultimi anni non ha fatto che tagliare con l'accetta».