Sono stati stanziati dal Cipe su richiesta del ministro Ornaghi I fondi serviranno per il riassetto della Quadreria e del primo piano Franco Miracco: «Un grande polo museale come gli Uffizi» Sette milioni per il completamento dei lavori alle Gallerie dell'Accademia. É questa la cifra stanziata ieri dal Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, per la continuazione dell'intervento nell'ex convento della Carità che va avanti ormai dal 2005. Grazie a questo stanziamenti, l'intervento previsto riguarderà la cosiddetta "armonizzazione" degli spazi all'interno della grande collezione museale. In pratica dovrebbe essere riguardare il completamento del percorso museale al pianterreno, l'adeguamento funzionale e la revisione museografica di tutto il primo piano e della Quadreria del secondo piano. Il bando di gara per i lavori, che presumibilmente si dovrebbero concludere nel biennio 2013-2014, verrà elaborato entro il dicembre di quest'anno. I sette milioni decisi ieri vanno ad aggiungersi ai due stanziati nel 2011 dall'allora ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan. L'intervento sulle Gallerie dell'Accademia rientra in un "pacchetto" di ben 76 milioni di euro decisi ieri dal Cipe a favore del patrimonio culturale italiano. «In questa fase delicata e cruciale della situazione economica internazionale e interna, gli stanziamenti odierni del Cipe sono la dimostrazione del concreto impegno del Governo a favore della valorizzazione del nostro patrimonio culturale - ha spiegato il ministro Lorenzo Ornaghi - Si tratta di una decisione importante, che sottolinea il ruolo dei beni culturali e della cultura quale fattore essenziale di un diverso modello di sviluppo». E sulla vicenda interviene anche il consigliere del ministro, il veneziano Franco Miracco che, sottolineando l'importante notizia per la città, ribadisce l'impegno del Governo per un'offerta culturale di qualità. «Al di là della notizia positiva per la città e per l'Accademia - dice - Credo che oggi possiamo veramente pensare, anche in collaborazione con l'offerta culturale della Fondazione Musei Civici, ad una ampio "polo museale veneziano" che può diventare nei fatti un'offerta superlativa come quella degli Uffizi a Firenze, o Brera a Milano. E in questo senso mi piace ricordare che le Gallerie dell'Accademia presero forma in una anno straordinario come fu il 1895. Ovvero nell'anno della nascita della Biennale. Come dire, non c'è due senza tre!». Insomma, Venezia potrebbe ritrovarsi nel breve periodo con un percorso museale, tra antico, moderno e contemporaneo, di grande fascino. E potrebbe essere un "itinerario" sancito una volta di più anche con la presenza in città dello stesso ministro Ornaghi che, dopo il suo primo soggiorno veneziano, all'indomani della nomina nel governo Monti nel novembre scorso, potrebbe tornare in città per ribadire il proprio interesse alle sorti culturali di Venezia. Come dire: di mezzo non c'è solo l'Accademia, ma anche la conservazione artistica del tessuto cittadino, senza dimenticare il caso del Palacinema al Lido.