Il Cipe sblocca 23 milioni per i lavori all'ex caserma Mascheroni. Il ministro Ornaghi: impegno concreto per la cultura Il momento della Grande Brera sembra essere arrivato. Grazie ai 23 milioni di euro sbloccati dal Cipe e all'impegno del ministro ai Beni culturali, Lorenzo Ornaghi. Via libera ai lavori, dunque, nella sede storica di palazzo Citterio, l'ex caserma Mascheroni. Dopo 35 anni di discussioni, ora il governo ha deciso di investire davvero sul gioiello teresiano di Milano. E la somma più consistente investita per un polo museale, su 76 milioni stanziati dal Cipe a livello nazionale. Ma per portare a termine il progetto, i 23 milioni non basteranno. Il ministero: «Aspettiamo i fondi dai privati». Contributi dal Cipe. Via libera ai cantieri per la Grande Brera. Sbloccati 23 milioni. Ora il masterplan L'impegno. Dopo 35 anni di polemiche, stop, promesse, il governo ha deciso di investire sul gioiello teresiano E ora, si riparte. Con i ventitrè milioni di euro sbloccati dal Cipe, l'impegno del ministro Lorenzo Ornaghi, il via libera ai lavori nella ex caserma Mascheroni, a Palazzo Citterio, nella sede storica. Grande Brera, (forse) ci siamo. Dopo 35 anni di polemiche, stop, impegni dei partiti, il governo ha deciso di investire sul gioiello teresiano di Milano. E la somma più consistente investita per un polo museale (agli altri nove progetti ne sono stati destinati in tutto 52). Ma per portare a termine il piano ne servono altri 130. Il ministro «milanese» e il suo impegno per la Grande Brera. Del resto lo aveva detto chiaro lo scorso febbraio in commissione Cultura: «Non ci saranno rivolgimenti: si riprenderà il protocollo firmato a suo tempo da vari ministeri per poi cercare un iniziale finanziamento del Mibac che consenta di attrarre i fondi dei privati». Commenta Mario Resca, il commissario straordinario nominato da Sandro Bondi (il mandato del manager è in scadenza e, si dice a Roma, pare poco rinnovabile): «Ornaghi è riuscito a ottenere quello che io chiedevo da due anni». Ecco allora come verranno usati i fondi del Cipe: per la «messa in sicurezza e la liberazione dei locali nella ex caserma Mascheroni (quella che dovrà ospitare le aule dell'Accademia), per il completamento del restauro e del ripristino edilizio di Palazzo Citterio (di proprietà del ministero), per il rifacimento delle coperture del complesso di Brera». Il bando di gara? Entro l'anno. Da Roma a Milano, la notizia arriva in pochi istanti. E trova il plauso di Stefano Boeri: «Questa decisione dimostra che è cominciata una nuova fase nella storia difficile della Pinacoteca. E fondamentale che il ministro Ornaghi si confermi come unico regista di un progetto che chiamerà protagonisti diversi a condividere un masterplan che fissi tempi e costi. Il Comune è pronto a fare la sua parte». Gli attori, appunto. C'è l'incarico assegnato dal ministero all'architetto Mario Bellini (il nucleo di partenza su cui ragionare), ma potrebbero essere recuperati anche i progetti di James Stirling e Alberico Barbiano di Belgiojoso, da integrare in un piano di fattibilità affidato al Politecnico. «Se si imposta bene il lavoro fanno sapere dal ministero è più facile che si arrivi fino in fondo». Aldo Bassetti, il presidente dell'associazione Amici di Brera, commenta: «Ora bisogna definire le priorità di finanziamento e le linee guida del progetto». Così Salvatore Carrubba, presidente del Cda dell'Accademia: «Ventitrè milioni di euro sono un segnale importante. Questo primo stanziamento non copre interamente le necessità di spesa ma permette di avviare l'iter e mostrare all'esterno che lo Stato fa la sua parte, sul serio, per la Grande Brera. Ora ci auguriamo di recuperare anche risorse private». Raggiante la soprintendente Sandrina Bandera: «Vedo il sole davanti a me».