ROMA Il Cipe ha sbloccato 76 milioni di euro a favore del patrimonio culturale da dividere in dieci progetti. Diversi musei sono interessati al finanziamento: Grande Brera a Milano, il museo di Reggio Calabria, Palazzo Reale e Capodimonte a Napoli, le Gallerie dell'Accademia a Venezia. Ma anche l'archeologico di Palermo, quello di Cagliari e di Taranto. Tutti stanno per ricevere stanziamenti in grado di far finire lavori incorso, restaurare zone chiuse al pubblico, ampliare gli spazi espositivi, riqualificare i percorsi tra gli scavi e allestire delle nuove sale. ROMA - Grande Brera a Milano, museo di Reggio Calabria, Palazzo Reale e Capodimonte a Napoli, Gallerie dell'Accademia a Venezia. Ma anche l'archeologico di Palermo, quello di Cagliari e di Taranto. In dieci musei stanno per arrivare finanziamenti in grado di far finire i lavori, restaurare zone chiuse al pubblico, ampliare gli spazi espositivi, riqualificare i percorsi tra gli scavi, allestire nuove sale, rivedere gli impianti. Rinforzare i sistemi di sicurezza ed evitare, come accade a Milano, che piova sulle opere. Ridare nuova linfa alle casse delle pinacoteche invogliando, così, anche i privati a investire per la conservazione dei tesori d'arte. Dal Cipe, uno stanziamento: 76 milioni di euro da dividere in dieci progetti. Da Milano a Palermo. E' stato il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, qualche settimana fa, a sollecitare il comitato per la programmazione economica. Aveva parlato di programmi «urgentissimi». Di situazioni limite che costringono i direttori anche a vietare l'ingresso ai visitatori. Di sale chiuse perché inagibili, di lavori iniziati e non completati per mancanza di fondi. A sorpresa, ora sono disponibili sei milioni di euro in più rispetto al piano delle richieste. «Sono soldi - commenta soddisfatto Ornaghi - che dimostrano l'impegno concreto del governo. E' una priorità rilanciare le eccellenze». «Un passo avanti», dice ancora, che va ad aggiungersi alle risorse europee destinate a Pompei. La fetta più consistente, tra Palazzo Reale e Reggia di Capodimonte (25 milioni di euro) è destinata a Napoli. Le squadre dei restauratori entreranno nelle stanze per ingrandire le zone di esposizione, mettere in sicurezza le opere e, nel caso della Reggia, valorizzare il parco. Alla Pinacoteca-Grande Brera di Milano è possibile cominciare a definire il bando di gara per i lavori che scadrà a dicembre prossimo: 23 milioni di euro. Serviranno a riparare i tetti (oggi fanno filtrare l'acqua piovana) ma anche a liberare i locali della ex caserma Mascheroni e ripristinare Palazzo Citterio che è accanto a Brera. Un mega progetto presentato oltre un anno fa e ancora fermo. Un violento temporale dell'estate scorsa, proprio perché non si poteva mettere mano alle casse per scarsa liquidità, è arrivato a minacciare un Raffaello. «Serviranno in tutto circa centomilioni di euro - spiega Mario Resca commissario nominato dall'ex ministro Bondi -. Ma i lavori avranno una grande ricaduta economica sul territorio». Resca è in scadenza e, al momento, non si parla di rinnovo. Sembra che Ornaghi voglia gestire in prima persona il progetto di Brera. Casa nuova per i Bronzi di Riace restaurati e senza dimora. Sei milioni di euro al museo archeologico di Reggio Calabria. Mentre i sette milioni per Venezia permetteranno alle Grandi Gallerie dell'Accademia di aprire i cantieri in diversi piani. Riescono a pensare al futuro prossimo venturo anche nei musei di Melfi-Venosa (4 milioni) dove verranno aggiunti degli spazi e si potrà recuperare anche la cisterna del castello sede delle esposizioni, in quello di Sassari (1,5 milioni), in quello archeologico cagliaritano (2,5 milioni) e a Taranto (5 milioni) dove i finanziamenti saranno ecumenicamente divisi tra la città e un paio di comuni vicini. Marina di Leporano e Manduria che deve pensare alle Mura Messapiche. Due milioni, infine, al polo museale di Palermo per allestire le sale del museo archeologico Antonio Salinas. Il Cipe ha anche approvato lo stanziamento di circa 2 miliardi al Fondo infrastrutture ferroviarie e stradali e di 70 milioni al Fondo per lo sviluppo e la coesione.