Larea archeologica non correrebbe alcun rischio dallabrogazione di quella legge che - varata nel 2005 - era nata per arginare il magma edilizio che la stava soffocando. «Non è mai stata attuata e finanziata», incalza lassessore, quindi va abrogata. Deduzione ineccepibile. Un colpo alla nuca e via. Sembra di vederlo - infastidito dalle critiche - armeggiare con cartine e fotocopie per dimostrare che, dopotutto, la legge sarebbe soltanto un inutile doppione di quanto previsto dalla normativa del Parco del Cilento. Dunque, da eliminare. Ma ci crede davvero? Eppure Taglialatela non può ignorare che il piano del Parco, rivolto ad altre tutele, ha solo genericamente registrato lesistenza della legge per Velia. Non ne ha mutuato - né avrebbe potuto - i meccanismi di pianificazione, né le potenzialità conformative, né i vincoli temporanei, né tantomeno le previsioni finanziarie. E, di sicuro, non gli sarà sfuggita la vicenda, tipicamente nostrana, di piccoli ostruzionismi, ambiguità e colpevoli inadempienze, queste ultime ascrivibili anche ai suoi uffici, che ha sinora ostacolato la piena operatività della legge e, con essa, lavvio dellauspicato processo di riqualificazione. Va eliminata per questo? Trionfo della logica. Fosse davvero un inutile duplicato, nessuno ci avrebbe neanche pensato, e sarebbe rimasta lì a dormire, insieme a Parmenide e Zenone, come accade per numerose norme regionali. La legge deve essere abrogata, non per la sua incompleta attuazione ma, paradossalmente, proprio a causa dei benefici effetti che ha prodotto, arrestando la bulimia cementifera dilagante anche nella piana di Velia. E va cancellata anche perché oggi impedisce la produzione, a ridosso dellantica Elea, di metastasi da Piano casa, altra logica protezione del territorio targata Tagliatatela, fonte inesauribile di grimaldelli normativi utili a scardinare tutele e programmazione. Ed è per gli stessi motivi che il ddl sopprime - ovunque appena possibile - il Put della Costa Amalfitana e rimuove il divieto di incrementare il carico urbanistico dalle zone a rischio vulcanico, peraltro con formulazioni normative di esemplare cripticità. Non ce ne voglia lassessore, ma abbiamo capito che il suo ddl ripulisce - nelle more dellapprovazione del piano paesistico regionale - quei pochi dispositivi di tutela che hanno contrastato, fino ad oggi, la devastazione di immense ricchezze culturali e storiche in Campania. Lautore è dirigente della soprintendenza di Salerno
CAMPANIA - Velia, assessore torni indietro
Un articolo di giornale critica la legge varata nel 2005 per arginare il magma edilizio nella zona di Velia, che non è mai stata attuata e finanziata. L'autore sostiene che la legge è stata eliminata senza motivi e che il piano del Parco del Cilento non ha mutuato i meccanismi di pianificazione e le previsioni finanziarie della legge. L'autore afferma che la legge deve essere abrogata a causa dei benefici effetti che ha prodotto, arrestando la bulimia cementifera dilagante nella zona.
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