Per il 2013, anche in coincidenza con il Forum delle culture, già potrebbe essere aperto il molo San Vincenzo e pronto lo spazio museale. Il museo avrà sede allattuale darsena Acton, al Molosiglio, in una collocazione di prestigio monumentale e di coerente tradizione storica. Le linee del progetto sono state esposte da Massimo Maresca. Linee del tutto condivisibili. Quattro sezioni: storia del porto; storia della progettazione e della cantieristica; storia dellarmamento; storia del porto come nodo dellemigrazione meridionale; tre laboratori: di didattica, di allestimento di database, di ricostruzione di modelli. Così pensato, il museo unisce la storia cittadina e dellintero golfo alla più generale storia europea e mondiale della navigazione. Il porto di Napoli, infatti, forse non è mai stato il più grande in Europa, ma è uno dei pochissimi porti che vanti unantichissima e ininterrotta storia. Il museo, quindi, illustrerà al tempo stesso una storia cosmopolita e la storia delle attività marinare del golfo. Il progetto esposto da Maresca è intelligente e non è velleitario; ma lincontro ha fatto vedere anche le difficoltà. Lidea di museo del mare non è nuova. Nel 1998, un gruppo di studiosi, su sollecitazione dellallora sindaco Bassolino, progettarono un museo del mare da farsi nei locali del mercato ittico. A guidare liniziativa fu chiamato il professor Paolo Frascani, studioso di storia economica dellOrientale e autore di un ottimo libro sulla storia della cultura del mare in Italia. Le opposizioni furono molteplici. In questo convegno il professor Ferrara, già rettore del "Navale" e adesso assessore nella giunta Cesaro alla Provincia, ha esortato allunità, ma ha ricordato le divisioni, che videro anche lui nel 1998 opporsi al progetto. Forse illustrare le ragioni di quei contrasti non sarebbe stato vano, se quelle ragioni parvero serie. Il neo soprintendente al polo museale di Napoli, Fabrizio Vona, ha promesso di aiutare lerigendo museo con opere attualmente nei depositi. Impegno significativo, perché nei depositi di San Martino giacciono (improvvidamente) molti e molto importanti documenti della storia marinara di Napoli. Ma nulla ha detto il dottor Vona su perché nel 1998 il soprintendente di allora si sia opposto al progetto del museo. Nel modo franco che è suo, Spinosa sostenne che un museo del mare non era priorità museale per Napoli e che in generale i musei di questo genere potevano avere interesse documentario ma non artistico. Poi nel 2005 furono inaugurati il "Madre" e il "Pan". La decisione di creare nuovi musei non era stata quindi effimera; il museo del mare risultò fuori dalla logica di allora. Il dottor Vona ha al riguardo altre idee? Sarebbe stato interessante ascoltare qualche riflessione su questo punto. Faccio queste osservazioni perché se è vero che la storia non è "magistra vitae", tuttavia comprendere le cause di un insuccesso è di aiuto nel ripensare uniniziativa. Così come è di pari aiuto conoscere le cause di un successo. Molto opportunamente, Masucci ha invitato alla discussione la professoressa Profumo, direttrice del museo del mare di Genova. Questo museo, inaugurato nel 2004, conta già oltre 200.000 visitatori allanno; la sua superficie espositiva è di 12.000 metri quadri (il Pan ha 6000 metri quadri di esposizione su tre piani). La professoressa Profumo ha descritto come quel museo sia stato progettato, quali gruppi sociali lo abbiano appoggiato, quale struttura amministrativa sia stata adottata, come sia stata raggiunta una sinergia di forze che ha però lasciato indipendente la gestione del museo. Il progetto si è imposto così felicemente perché non è stato improvvisato, ma è stato ben pensato e ha trovato sostegno sia nella città, sia tra gli armatori e i soggetti del porto. Il modello di Genova è, quindi, ineludibile, ma difficile. La modernità delle soluzioni museali va di pari passo con la modernità delle soluzioni amministrative. È facile profezia che le difficoltà saranno molte, anche perché siamo in un tempo di vacche magre. Si eviti che questo progetto sia travolto dalla voragine del nulla che sembra purtroppo essere il Forum delle culture. Le accelerazioni possono essere nocive. Lidea di Maresca di procedere per gradi e varare una prima sezione pare saggia.