Braccio di ferro con il prefetto sul sito per le discariche. Il ministro prende altro tempo Vertice con Pecoraro In piazza i comitati: più raccolta differenziata Dieci giorni, due riunioni tecniche e un paio di colloqui riservati non sono riusciti a sciogliere il nodo dellemergenza rifiuti nel Lazio. Il secondo vertice tra amministratori, commissario e ministro dellAmbiente certifica lo stallo, assottiglia ancora di più il tempo che separa Roma dalla prevista chiusura della discarica di Malagrotta (fine giugno) e fa emergere un conflitto tra poteri: da una parte il prefetto Giuseppe Pecoraro, nominato dal governo commissario per lemergenza rifiuti, che ribadisce (appoggiato da Renata Polverini) la bontà di analisi e studi che lhanno condotto alla scelta di Riano e Corcolle come discariche provvisorie. Dallaltra il ministro Corrado Clini che, per la seconda volta, ha ricordato i vincoli archeologici esistenti su Corcolle e i rilievi opposti dallautorità di bacino su Riano. Il risultato? «Ci siamo presi ancora del tempo per approfondimenti perché ci sono delle tematiche tecniche puntuali che vanno ulteriormente approfondite», spiega il ministro dopo due ore di vertice e mezzora di faccia a faccia con il commissario. I due si fanno riprendere sorridenti da telecamere e macchine fotografiche. Ma il braccio di ferro tra Clini e Pecoraro è lelemento nuovo che sta ingessando la situazione, con il rischio sempre più concreto di una proroga di Malagrotta: «Noi siamo abituati a mettere in fila i numeri, a valutare e poi a dire cosa pensiamo - risponde Clini a chi gli prospetta lipotesi dellennesimo rinvio della chiusura della più grande discarica dEuropa - il nostro è un metodo scientifico». Sta di fatto che per ora è tutto fermo, con Clini che ha spiegato il rischio che su Corcolle e Riano, nel caso in cui si andasse avanti derogando ai vincoli idrogeologici, paesaggistici e archeologici, possa arrivare uno stop dalla Ue. Il ministro si dice comunque «fiducioso» e conferma che «si lavora sui documenti predisposti dalla Regione». Restano insomma ancora 7, sulla carta, i siti papabili per la nuova discarica. E se scendono le quotazioni di Riano e Corcolle, salgono quelle di Pian dellOlmo e Monti dellOrtaccio (gradita al prefetto ma non agli enti locali). I comitati che vivono in quelle zone, intanto, continuano la loro protesta. Ieri sono rimasti per ore davanti al ministero dellAmbiente, costringendo Clini e gli altri a scegliere la prefettura per il loro incontro. Oltre 300 persone hanno protestato chiedendo più differenziata e meno discariche. Polverini, Zingaretti e Alemanno, da parte loro, non dicono una parola. Tutti attendono di conoscere gli esiti del braccio di ferro tra ministro e commissario, lunico deputato a prendere una decisione sullemergenza rifiuti.
LAZIO - Rifiuti, da Clini nuovo stop a Corcolle e Riano
Il ministro dellAmbiente Corrado Clini ha incontrato il commissario Giuseppe Pecoraro per discutere della chiusura della discarica di Malagrota. Il vertice ha certificato lo stallo della discussione, che ha portato a una proroga della scadenza di chiusura della discarica. Il ministro ha confermato che si lavora sui documenti predisposti dalla Regione per trovare un nuovo sito per la discarica. I siti papabili sono Riano, Corcolle, Pian dellOlmo e Monti dellOrtaccio. I comitati che vivono in quelle zone continuano a protestare chiedendo più differenziata e meno discariche.
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