Non si placa il dibattito sul futuro della città alla luce del Piano paesaggistico che Comune e Provincia impugneranno in settimana. Critici Paolo Romano («tocca al Consiglio comunale occuparsi di scelte urbanistiche»), Roberto Messina («no al ricorso ma sì alle osservazioni sulle aree industriali e agricole») e Franco Formica («si pensi a riqualificare i quartieri satellite invece di espandere ancora la città»). «Invece di fare passerelle poco costruttive, si sposti il dibattito sul Piano paesaggistico nelle sedi opportune: i Consigli comunali e provinciale che sono gli unici ad avere le competenze secondo la legge in termini di scelte sul territorio» Interviene così il consigliere comunale di Fli, Paolo Romano, a due settimane dalla scadenza dei termini per il ricorso al Tar annunciato da Comune e Provincia contro il Piano firmato dalla Regione. «Visentin e Bono risparmino questi soldi pubblici. I dibattiti sono l'essenza della vita democratica - dice - ma da qualche anno si sono consumati scambi di vedute sulla visione di come si vuole sviluppare il nostro territorio e appare chiaro a tutti che chi governa la città abbia un'idea di crescita del territorio che non tiene certo conto delle risorse naturalistiche, ambientali e storiche». Romano torna a puntare l'attenzione sulla eccessiva cementificazione che ha dato vita a nuovi centri urbani privi di servizi. «Mi riferisco in particolare alle zone balneari - aggiunge -, ma potremmo aggiungere Tivoli, contrada Spinagallo e, ancora, Tremilia. E l'amministrazione, da anni, tace». Contro il ricorso anche il Partito democratico, come ribadisce il consigliere Roberto Messina. «Piuttosto si facciano le osservazioni entro l'8 maggio - dice il presidente della commissione Urbanistica - per migliorare alcuni aspetti dello strumento come, per esempio, certe prescrizioni nelle zone industriali e agricole». Gli fa eco Franco Formica, vicepresidente del Consiglio comunale che sta esaminando il Piano paesaggistico su commissione del Partito democratico. «Dall'analisi - dice l'ingegnere Formica - emerge sempre più l'esigenza di alcune correzioni che sarebbe opportuno mettere in campo di concerto con le amministrazioni, le forze sociali e imprenditoriale, e le parti sane della politica. Studiando il Piano ci si rende conto che l'idea del ricorso sia un errore a ulteriore testimonianza dell'incapacità amministrativa di Comune e Provincia». I due consiglieri del Pd ribadiscono, dunque, la necessità di migliorare il Piano attraverso gli strumenti previsti dalla legge a 90 giorni dalla pubblicazione del Pp: le osservazioni, appunto. «Alcune delle osservazioni del Pd - aggiunge Formica - riguarderanno le aree in cui si trovano le attività produttive sia agricole che industriali al fine di una tutela del paesaggio che ne non comprometta lo sviluppo. E, ancora, rendere meno rigido il Pp in aree d'interesse per la crescita sostenibile socio-economica: il porto e le località di mare, per esempio». Infine, nell'ambito dei Piani di recupero che il Pp prevede, l'ingegnere Formica evidenzia l'esigenza di prestare attenzione alle periferie. «A quei quartieri satellite - conclude - che potrebbero essere riqualificati, come nel caso di Mazzarona, Cassibile o Belvedere, invece di prevedere nuove aree di espansione». 23032012
SICILIA - Basta costruire si riqualifichi la periferia
Il dibattito sul futuro della città è acceso alla luce del Piano paesaggistico. Critici come Paolo Romano, Roberto Messina e Franco Formica hanno espresso le loro opinioni sul piano, che Comune e Provincia hanno deciso di impugnare al Tar. I consiglieri del Partito Democratico hanno ribadito la necessità di migliorare il piano attraverso le osservazioni previste dalla legge. Le osservazioni riguarderanno le aree industriali e agricole, nonché le aree di interesse per la crescita sostenibile socio-economica. Inoltre, si è evidenziata l'esigenza di riqualificare i quartieri satellite, come Mazzarona, Cassibile e Belvedere, piuttosto che prevedere nuove aree di espansione.
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