«Venezia ha bisogno di finanziamenti. E di un nuovo organo speciale di governo, geograficamente collegato alla laguna». Così il presidente della Biennale Paolo Baratta ha spiegato ieri mattina ai senatori della commissione Ambiente di palazzo Madama la sua idea sulla nuova Legge Speciale. Un nuovo organo di governo, che però dovrà guardare all'acqua, dunque qualcosa di diverso dalla Città metropolitana. E una normativa che possa aiutare la città e le sue istituzioni culturali. Modificando la situazione attuale. «Dichiarazioni assolutamente condivisibili», commenta il senatore Felice Casson, primo firmatario e relatore del provvedimento, «perché la specialità di Venezia richiede queste cose. Negli ultimi anni il Mose si è mangiato tutti i finanziamenti dello Stato destinati alla Salvaguardia. Occorre ripristinare questo canale». Quella di Baratta è stata ieri l'ennesima audizione in commissione, dopo quelle del sindaco, dei rettori, del presidente della Regione. Oggi si prosegue con il ministro per l'Ambiente Corrado Clini, che risponderà anche alle interpellanze sull'emergenza grandi navi, depositate qualche tempo fa al Senato da Casson e Della Seta. «Al ministro chiederemo di come intenda fare applicare la riduzione del rischio per un'area sensibile come la laguna», dice Casson, «viste le indicazioni che vengono da più parti». Nel decreto Clini infatti è stato inserito il divieto di passaggio per il bacino San Marco alle grandi navi con stazza superiore alle 40 mila tonnellate. Ma tutto è bloccato in attesa di realizzare le alternative. Nel frattempo il via vai davanti a San Marco continua, con previsioni di aumento sia del numero che delle dimensioni delle navi. Una situazione secondo Casson «non più sostenibile».