Il nuovo organo di governo locale dovrà essere geograficamente collegato alla laguna di Venezia. Lo pensa e lo ha detto ieri in commissione Ambiente del Senato, nell'ambito delle audizioni sulla legge speciale di Venezia il presidente della Biennale Paolo Baratta. E a lui si affianca anche Felice Casson (Pd), con buona pace di quella città metropolitana di dimensioni provinciali, auspicata di recente anche dal sindaco Giorgio Orsoni. «Ma in questo modo si annacquerebbe la specialità di Venezia - spiega Casson - se la finalità della legge speciale è tutelare la specificità della città, è evidente che bisogna limitarsi ai comuni prospicenti la laguna. Tanto per fare un esempio, perché Cavarzere o Portogruaro sarebbero specifici?». Baratta, che ha fatto parte in passato del Comitatone come ministro dell'Ambiente nel governo tecnico di Lamberto Dini, ha poi ricordato come allora i finanziamenti arrivavano ampiamente a Venezia. Anche la Biennale, da lui oggi guidata, ne beneficiava e con quei fondi ha portato a termine numerosi interventi, mentre invece ora i rubinetti si sono inceppati. «Per salvaguardare Venezia i finanziamenti non possono più essere devoluti soltanto al Mose - conclude Casson - ma devono essere destinati alla città e alla sua laguna. Negli ultimi anni infatti il Mose si è letteralmente mangiato quasi tutti i finanziamenti di cui la città aveva ed ha assoluto bisogno».