Nonostante i tagli. Impegno per la tutela. Archivi da salvare Caro Direttore, l'attenzione che il suo giornale sta dedicando al tema del patrimonio archivistico nazionale va salutata come un dato positivo. Come è stato detto negli articoli che si sono succeduti sul suo giornale, gli archivi sono un bene culturale, sono soprattutto la nostra memoria e come tali vanno tutelati e valorizzati. Prima di alcune precisazioni sulle condizioni dell'Archivio di Stato di Roma, vorrei fornire alcuni dati sul patrimonio archivistico nazionale per contestualizzare il caso Roma. Il nostro patrimonio è uno dei più importanti al mondo, ben 1.646 km di scaffalatura pari alla lunghezza dell'intero Paese, da Milano a Trapani. Negli Archivi si conservano 14 milioni di unità archivistiche, 1,5 milioni di pergamene, 800.000 mappe, 35.000 sigilli, 12.500 monete, 600.000 fotografie e un numero estremamente rilevante di negativi, audiovisivi, ecc. I soli archivi statali, dislocati sull'intero territorio nazionale sono ben 262, tra sedi principali, sedi sussidiarie, sezioni, depositi. Il Mibac, in questi anni di tagli al bilancio pubblico, ha destinato nel 2011 risorse finanziarie pari a 139 milioni, volte alla razionalizzazione e riqualificazione di sedi di Archivi statali, alla costituzione di poli archivistici territoriali per la condivisione di spazi e servizi, alla tutela e alla conservazione, allo sviluppo di un sistema informativo archivistico nazionale, al funzionamento dell'intera struttura. Il personale assegnato agli Archivi statali è pari a 2.600 unità di cui 65o archivisti. In questo contesto si deve collocare il caso dell'Archivio di Stato di Roma . A tale proposito vorrei ricordare che la sede di Sant'Ivo alla Sapienza, condivisa con il Senato della Repubblica, è stata interessata negli anni da diversi interventi di restauro che hanno restituito alla fruizione la magnifica Biblioteca Alessandrina e una nuova e più funzionale sala di studio. E' in via di soluzione la ricerca di una sede succursale che risolverebbe il problema dell'inadeguatezza degli spazi destinati attualmente ai depositi e il problema dell'ampliamento della capacità ricettiva dell'Archivio. L'archivio di Stato di Roma dispone di 69 unità di personale di cui 14 sono archivisti: certo i pensionamenti , come nel caso della medievista Lanconelli, possono creare difficoltà ma sono sempre possibili forme di collaborazione per garantire continuità alle attività di tutela. Per quanto riguarda il restauro di documenti e manoscritti, il Mibac mette a disposizione degli Archivi una propria struttura, altamente specializzata, l'Istituto centrale per il Restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario (ICRCPAL) che svolge esattamente tale compito. Giova qui ricordare che proprio l'archivio di Stato di Roma ha affidato all' ICRCPAL il restauro delle lettere di Aldo Moro che si trovavano in uno stato di degrado e che, grazie al lavoro dei restauratori, sono state salvate. Il Mibac presta attenzione e ascolto, anche trovando spesso le soluzioni, a tutti gli allarmi che vengono quotidianamente lanciati dagli Archivi, ivi compreso quello di Roma. Conservare, tutelare e valorizzare tutto l'immenso patrimonio archivistico nazionale non è certamente facile: avremmo bisogno di maggiori fondi, di un ricambio generazionale e, me lo lasci dire, di una gestione più efficiente delle risorse economiche e umane, in funzione anche delle crescenti sfide e opportunità che le nuove tecnologie ci offrono. Mi creda, facciamo del nostro meglio e sarebbe utile se, ogni tanto, oltre a dare spazio alle grida di allarme e alle disfunzioni si facesse conoscere anche «la normalità», quell'enorme lavoro fatto di impegno e passione che un ministero come il nostro svolge quotidianamente. Ma forse questo non fa notizia! () Direttore generale per gli Archivi