Gli accertamenti. Eseguite sugli edifici anche prove di resistenza «Soprintendenza reticente» Non solo la pioggia. Non solo le cause naturali. L'ingegnere Nicola Augenti, nominato dalla procura di Torre Annunziata come perito per stabilire le cause dei crolli della Schola Armaturarum, della domus del Moralista e degli altri cedimenti che hanno interessato l'area archeologica dal 6 novembre del 2010 ad oggi, lo ha sempre pensato e lo ha ripetuto più volte. E adesso lo ha messo per iscritto, nel dossier che ha consegnato ieri nelle mani del procuratore capo Diego Marmo. Ci sono voluti sedici mesi di lavoro, un'attività minuziosa e delicata, per produrre 260 pagine di relazione, suddivise in due volumi, a cui sono allegate 530 fotografie. Senza violare il segreto istruttorio le parole del professor Augenti sono chiare e lasciano intendere che gli avvisi di garanzia stanno per diventare richieste di rinvio a giudizio: «La cosa più semplice è attribuire le cause dei crolli a fattori naturali. Ma non è singolare che se piove vengono giù le cose? La pioggia in sé non fa crollare, ci sono altri fattori collegati». Augenti è certo di essere «venuto a capo di tutte le situazioni»: poi, naturalmente, «spetta alla procura stabilire se si configurano reati e chi siano le persone che hanno commesso tali reati». Nella relazione prodotta dal superperito si tiene conto anche dei rilievi fotogrammetrici. I difensori degli inquisiti non hanno chiesto l'incidente probatorio, così il super perito ha seguito gli accertamenti irripetibili seguendo la procedura prevista dall'articolo 360 del codice penale. «Fondamentali - continua il docente universitario - sono state le indagini attente e minuziose svolte dai carabinieri coordinati dal maggiore della compagnia di Torre Annunziata Luca Toti. Il mio rammarico è l'imminente addio del procuratore Marmo per raggiunti limiti d'età. Mi auguro che la nomina di un suo sostituto avvenga in tempi brevi e che il futuro procuratore capo abbia la stessa sensibilità mostrata dal dottor Marmo sull'inchiesta che interessa l'area archeologica». Il «vagone di carta», come lo ha definito l'ingegnere Augenti, è ora al vaglio del sostituto procuratore Emilio Prisco. Quanto alle prove di resistenza delle strutture interne agli Scavi, che gli sono servite per giungere alle sue conclusioni, Augenti assicura di averle eseguite «nel modo meno invasivo possibile e senza danneggiare le antiche dimore». Infine una stoccata alla soprintendente Elena Teresa Cinquantaquattro che il perito accusa di scarsa collaborazione. «Se io fossi il responsabile dell'area archeologica, o il ministro - ha commentato il professore - vorrei che si accertasse la verità prima di tutto. I magistrati che mi hanno delegato vogliono che io accerti la verità ed è per questo motivo che mi hanno dato carta bianca su come procedere con la perizia. Mi avrebbe fatto piacere ricevere la collaborazione di tutte le parti». Le persone che il pubblico ministero Stefania Di Dona che avviò le indagini (ora è in organico presso la procura di Napoli) ha iscritto nel registro degli indagati sono i responsabili della progettazione, della pianificazione e della esecuzione dei lavori di ripristino della «Schola Armaturarum» e della domus del Moralista. Si tratta dell'ex soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, del direttore degli Scavi Antonio Varone, del capo dell'ufficio tecnico Valerio Papaccio, dell'architetto restauratore Paola Rispoli, del geometra Aldo Borrello, dell'ingegnere Enrico Visciano, dell'architetto Maria Grazia Del Greco, (ex funzionaria), della titolare della ditta «Caccavo» Anna Maria Laccavo e del titolare della ditta «Recos» di Boscoreale, Giovanni Ausiello. Per tutti l'accusa è di crollo colposo.
POMPEI - Pompei, depositata la perizia: I crolli? Non solo pioggia
L'ingegnere Nicola Augenti ha completato un dossier relativo ai crolli degli edifici archeologici della Schola Armaturarum, della domus del Moralista e altri cedimenti che si sono verificati nell'area archeologica dal 6 novembre 2010. Il dossier, che contiene 260 pagine e 530 fotografie, è stato consegnato al procuratore capo Diego Marmo. Augenti sostiene che le cause dei crolli non siano solo legate alla pioggia, ma anche a fattori naturali e a errori nella progettazione e esecuzione dei lavori di ripristino. Il super perito ha seguito gli accertamenti irripetibili e ha tenuto conto dei rilievi fotogrammetrici.
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