Piazza Navona deturpata da gazebo, tavolini, arredi e strutture di bar e ristoranti che la occupano e ne nascondono la bellezza. E' la denuncia del Coordinamento residenti città storica che chiede l'intervento della magistratura: i cittadini hanno presentato un esposto alla Procura per verificare l'esistenza di eventuali reati di danneggiamento ai beni culturali e accertare i responsabili. Una situazione irrisolta dal 2006 che danneggia un bene culturale tutelato e patrimonio della città, attacca il comitato. I beni privati che occupano il suolo pubblico «impediscono la fruizione della piazza, limitano e disturbano le visuali e le prospettive architettoniche, minacciano l'integrità del bene, stravolgono il tessuto storico del luogo facendolo diventare inagibile per turisti e residenti». La normativa attuale prevede che tutte le strutture private siano limitate nell'ambito della superficie dei marciapiedi attorno alla piazza. Tuttavia non è mai stata applicata. «L'amministrazione comunale da due anni promette un nuovo piano - prosegue il Comitato - ma ogni volta la sua approvazione viene rinviata sotto pressione delle lobby delle associazioni di categoria che pretendono di svolgere le loro attività su piazza Navona come se quest'ultima fosse di loro esclusiva proprietà». Il sindaco, continuano i cittadini, anziché combattere il degrado e l'illegalità nei luoghi tutelati, prosegue nel prorogare le ordinanze anti-rimozioni. Il suk di piazza Navona, in tutto simile a quello del Colosseo, avrebbe bisogno, secondo l'associazione piazza Navona e dintorni, di un intervento urgente della sovrintendenza dei Beni architettonici e della direzione regionale del Mibac. I comitati hanno richiesto formalmente e con atto di diffida l'intervento urgente della Soprintendenza dei Beni Architettonici per il Comune di Roma. Inoltre, il Coordinamento Rcs ha presentato esposto alla Procura della Repubblica attraverso il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale per la situazione di Piazza Navona.