Museo Eremitani: la giunta ha approvato ieri il progetto di riqualificazione presentato dall'assessore Andrea Colasio. Anche la Soprintendenza ha dato il via libera, ma non sono rientrate le perplessità di Italia Nostra e delle altre associazioni che hanno criticato l'operazione perché non in sintonia con le disposizioni urbanistiche. La piramide di vetro sul chiostro Albini si farà, come pure i nuovi edifici destinati alla didattica per i bambini, mentre resta da definire la scelta dell'avancorpo a fianco della chiesa degli Eremitani: l'assessore aveva ipotizzato una grande bussola di vetro ma il progetto esecutivo non è ancora decollato. Molte le idee, infinite le polemiche appena si mormora «avancorpo» dopo la demolizione del mostro di ferro di Albini, voluta nel 1994 da Flavio Zanonato. Ieri, anche se il sindaco era assente, è stata molto rapida la scelta che ha portato all'approvazione del Piano urbanistico attuativo di riqualificazione degli Eremitani. Sul tema erano state presentate osservazioni da Italia Nostra, Amissi del Piovego, Legambiente e dall' Ordine degli Architetti di Padova, ma non sono state accolte perché considerate tutte non pertinenti. L'opposizione più tenace porta la firma dell'architetto Titti Panajotti, presidente di Italia Nostra, che ha contestato alcuni aspetti del progetto di Andrea Colasio: l'assessore col suo staff ha trovato 5 milioni di euro tra i fondi dell'Unione europea e poi ha chiesto aiuto anche al senatore Paolo Giaretta, che ha strappato altri contributi al ministero dei Beni culturali. Ma il sigillo urbanistico porta la firma del vice-sindaco Ivo Rossi, visto che la delega è sua. La giunta ieri ha quindi deliberato l'approvazione del piano poiché il progetto è compreso nei limiti consentiti degli 11 mila mc. in ampliamento della struttura esistente; il parere della Soprindendenza è stato acquisito preventivamente mentre quello definitivo arriverà appena il progetto esecutivo verrà spedito a Venezia. Ma soprattutto la soluzione urbanistica ipotizzata rispetta il Piano territoriale regionale di coordinamento e quindi le osservazioni critiche della Panajotti e dell'architetto Luisa Calimani sono ininfluenti: l'ampliamento non è un abuso edilizio, ma è compatibile con i volumi del Prg. «Si tratta di una scelta fondamentale per la nostra città: il restauro e la riorganizzazione garantiranno ai turisti un museo in sintonia con i grandi centri culturali europei», conclude soddisfatto Colasio.