Kyoto, Lotto, Mibac e Fondo europeo: questi i quattro bandi individuati. Primo obiettivo: risanare il tetto L'sos era stato lanciato dagli uffici comunali: Palazzo Avogadro sta crollando. E così è stato, in parte: un'ala della struttura non ha retto, le scale hanno ceduto e le pulci hanno trovato casa. E ora tocca al tetto che, pezzo dopo pezzo, sta per cedere al tempo. Quindi, la corsa, per cercare - con i pochi, pochissimi, fondi disponibili - di salvare il salvabile, come si dice. A partire dal soffitto del Salone Gambara, ovattato da quella velinatura salvifica, per evitare che le infiltrazioni d'acqua scolorissero e cancellassero l'arte. Infine il gran lavoro - condotto dalla squadra dell'architetto Emanuela Vizzardi - di «sondaggio» del piccolo borgo di corsetto Sant'Agata. E ora? E ora si riparte dalla ricerca di finanziamenti. «Tutti quelli possibili - sottolinea l'assessore ai Lavori pubblici, Mario Labolani - anche cercando sponsor privati e pubblicità, perché, purtroppo, il bilancio comunale non è più in grado di fare fronte a spese così corpose. Sono finiti i tempi di ricchezza, quelli in cui con gli introiti della vecchia Asm prima e di A2A poi si potevano mettere davvero in campo azioni e interventi per salvare il nostro patrimonio storico e artistico». Dichiarazioni, queste, che se da un lato introducono la strategia individuata dalla Loggia per «recuperare e mettere in sicurezza» Palazzo Avogadro, dall'altro sottolineano la trascuratezza di chi ha «governato in tempi d'oro». Quattro i bandi cui il Comune parteciperà per ricavare fondi - «per riportare il Palazzo all'antico splendore servirebbero 10 milioni di euro circa» ricorda Labolani: Kyoto, Lotto, Mibac e, non appena possibile, Brescia proverà ad accedere anche ai Fondi sociali europei per la cultura. «L'emergenza primaria è il tetto, per il quale servono 1,5 milioni di euro circa» spiega la Vizzardi «Stiamo ragionando per lotti, perché l'edificio è molto grande ed è quindi impossibile pensare ad un intervento complessivo». E proprio il fondo Kyoto potrebbe fare raggiungere il primo risultato: si tratta infatti di incentivi per il risparmio energetico, istituito nella Finanziaria del 2007 (per un totale di 600 milioni) e finalizzato appunto all'attuazione del Protocollo di Kyoto. «Le risorse sono suddivise per Regioni e la durata è compresa fra tre e quindici anni». Sul tavolo, perla prima fase, 20 milioni di euro. «Ai finanziamenti agevolati è applicato un tasso di interesse dello 0,50» e la cifra erogabile agli enti pubblici, fino ad un massimo del 90, è di 1,5 milioni di euro. Non solo. Tutto è concordato e pensato insieme alla Soprintendenza: il Palazzo 6 infatti sottoposto a vincolo. Una collaborazione, quella con l'architetto Fasser, che si rivela poi essenziale per poter accedere ai proventi del gioco del Lotto. «In questo caso la partita non è gestita direttamente dall'Amministrazione, ma dalla Soprintendenza» chiariscono i tecnici. Soddisfatto dell'iniziativa anche il presidente della Circoscrizione Centro, Flavio Bonardi: «L'obiettivo è riqualificare un Palazzo importante, un modo, anche questo, che va nella direzione della valorizzazione del centro storico della città».
BRESCIA - Palazzo Avogadro. A rischio la Loggia.
Il Comune di Cremona sta cercando di risanare il tetto del Palazzo Avogadro, che sta cedendo al tempo. Per questo, ha lanciato quattro bandi per ricavare fondi: Kyoto, Lotto, Mibac e Fondo europeo. Il primo obiettivo è quello di recuperare 1,5 milioni di euro per il tetto, mentre il secondo obiettivo è quello di recuperare 20 milioni di euro per il soffitto del Salone Gambara. La squadra dell'architetto Emanuela Vizzardi sta condotto un sondaggio del piccolo borgo di corsetto Sant'Agata. Il Comune sta cercando di recuperare fondi anche cercando sponsor privati e pubblicità.
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