SOVRINTENDENTE Alessandra Marino la maggior parte degli appartamenti ad affitti stracciati e in luoghi da sindrome di Stendhal sono sotto la sua competenza. «Sì certo, ma non è vero che dal sopralluogo degli ispettori mmisteriali ad oggi non abbiamo fatto niente. Ci siamo attivati eccome». Per esempio? «Abbiamo inoltrato numerose richieste di rilascio degli alloggi, abbiamo effettuato una ricognizione delle morosità, intimando pagamenti e ottenendo reintegri. Dove non è stato possibile recuperare i soldi siamo andati avanti con le procedure per lo sfratto. Certo, la situazione è complessa e la ricognizione è lunga. Del resto il personale a disposizione è sempre quello e come al solito è impegnato su molti fronti». Parlava di solleciti al rilascio. «Ne abbiamo inoltrati diversi, non solo per morosità ma anche per l'essere venuto meno il titolo all'alloggio. Ma non è sempre tutto così pacifico». Per esempio? Gli ispettori nell'ultimo verbale fanno alcuni casi precisi. «Guardi, per quanto riguarda la sovrintendente Paola Grifoni, ora a Bologna, va detto che fa la pendolare e ha chiesto espressamente di poter mantenere quell'alloggio in quanto appunto continua a vivere a Firenze. In ogni caso ha attivato le procedure per ottenere un'altra sistemazione». Nell'elenco figura qualche sovrintendente da tempo in pensione che, onestamente, non si capisce perché debba continuare ad avere un appartamento a Boboli. «Mi risulta che Mario Lolli Ghetti sia in procinto di lasciare l'alloggio. In ogni caso va tenuto conto che anche dopo il pensionamento lui ha continuato ad avere incarichi di coordinamento di Toscana. E quindi c'era una logica in quel contratto». E l'ex sovrintendente Domenico Valentino? «L'attuale regolamento consente la sua permanenza in quell'alloggio, in quanto era li al momento del suo pensionamento. E' un regolamento che ho ereditato ma che ho intenzione di modificare in alcuni punti. Per esempio ritengo giusto rivedere e valutare affitto e permanenza anche in base al reddito della persona».