La rabbia e la tristezza ci sono. E il ministro dei Beni Culturali, Lorenzo Ornaghi, non le nasconde. Usa proprio questi termini per descrivere la storia della Reggia di Carditello, gioiello dell'architettura settecentesca oggi emblema del degrado. La "Reale Delizia", un tempo paradiso dei Borbone, è soffocata da saccheggi, discariche, incuria. Ed è pure finita all'asta, per 15 milioni di euro. «Credo che nessun cittadino di questa terra - ha detto Ornaghi - nessun cittadino italiano che veda le condizioni della Reggia possa non sentire il cuore gonfio di rabbia e di tristezza per il degrado che i decenni hanno provocato». L'ente proprietario della Reggia è il Consorzio di Bonifica del Basso Volturno - controllato dalla Regione Campania - che naviga in pessime acque e ha debiti verso l'ex Banco di Napoli per 32 milioni di euro; soldi che dovrebbero arrivare appunto dalla vendita del sito. Il prossimo 29 marzo c'è un altro appuntamento con una base che potrà essere ulteriormente ribassata, almeno di un quarto, rendendo di fatto il tutto più appetibile ai privati. È anche questo il timore di parecchi nella terra di Gomorra, appetibile per qualche boss. «Bisogna considerare il più realisticamente possibile la procedura - ha spiegato il ministro - le forme con cui togliere dal mercato questo bene culturale. Credo che sia estremamente difficile per la ristrettezza dei tempi, ma soprattutto per fattori che attengono al campo del diritto sospendere la prossima asta, perchè i creditori sono numerosi e ne occorrerebbe il consenso all'unanimità, vediamo cosa succede dopo il 29. C'è l'impegno del Governo a fare in modo che la Reggia torni al suo antico splendore - ha aggiunto - e di farlo in collaborazione stretta con la Regione e gli enti locali». E se proprio dovesse arrivare un'offerta rischiosa, per la Reggia come per il territorio, il ministro rassicura: «Lo Stato ha uno strumento di difesa efficace che è la prelazione, se si dovesse verificare eserciterà questo diritto». C'è, poi, un altro punto, importante, che il futuro della Reggia incassa. Ed è in tavolo con gli Enti locali coordinato dalla Prefettura di Caserta che individuerà le misure di salvaguardia più utili per evitare che lo scempio dei furti continui.