Lassessore alla Cultura di Lecco "Soldi ok, ma non posso spenderli" Lassessore alla cultura di Lecco denuncia: i soldi per i lavori sono pronti ma non posso spenderli Visitata ogni anno da 60 mila turisti, ha bisogno di energici interventi strutturali e va rifatto limpianto elettrico Il Comune ha stanziato due milioni e mezzo, il progetto è pronto, ma tutto resta fermo a causa del "patto di stabilità" Ci sono i soldi, circa due milioni e mezzo di euro, e un progetto pronto per restaurare la villa dove il giovane Alessandro Manzoni era solito passare le vacanze a Lecco, proprio su «quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno» descritto nella prima pagina dei Promessi Sposi. Sembrerebbe tutto a posto, ma a causa di una normativa astrusa e incomprensibile a un cittadino normale e sano di mente, chiamata "patto di stabilità", i Comuni non possono spendere liberamente i soldi che hanno in cassa, nemmeno se hanno i conti in regola e se le sostanze servono per lavori necessari e urgenti. Proprio come il restauro di Villa Manzoni, dove ha sede il museo dedicato a uno degli scrittori più famosi dItalia, visitato ogni anno da oltre 60.000 turisti italiani e stranieri. Vista da fuori è sempre splendida e i suoi tesori sempre affascinanti, ma ha bisogno di energici interventi strutturali e si deve adeguare limpianto elettrico. E non è tutto, al danno si è aggiunta anche la beffa. Infatti la Regione Lombardia lo scorso anno ha tolto il proprio riconoscimento al museo manzoniano perché non sono stati eseguiti quegli adeguamenti previsti dai lavori di ristrutturazione: esattamente quei lavori bloccati dalla burocrazia statale e dal famigerato patto di stabilità. In pratica, volendo sintetizzare la vicenda in maniera un po brutale ma che rende lidea di quanto sta accadendo, lo Stato impedisce lavvio del restauro di un bene pubblico e per questo stesso motivo infierisce privandolo di una qualifica conquistata sul campo grazie a risultati concreti e alla competenza di coloro che vi lavorano quotidianamente. Un meccanismo così perverso e paradossale sembra uscito da un romanzo di Kafka ma gli effetti che genera, purtroppo, sono reali ed evidenti: il degrado di questo monumento di interesse nazionale avanza lentamente ma inesorabilmente. Già nel Seicento la villa apparteneva alla famiglia Manzoni e nella seconda metà del secolo seguente venne radicalmente ristrutturata dal nonno di Alessandro che, sicuramente, non ebbe impedimenti paragonabili a quelli odierni per conferire alledificio le eleganti forme neoclassiche con le quali si presenta ancora ai nostri occhi. Nel 1807, alla morte del padre Pietro, il grande scrittore ereditò la casa che si trovava al centro di una vasta tenuta agricola coltivata a viti, per la produzione del vino, e a gelsi, per lallevamento del baco da seta. Nel 1818, però, Alessandro, che aveva intenzione di trasferirsi a Parigi, vendette la villa e da quel momento non tornò più a Lecco. Circa trentanni fa lallora direttore dei musei civici, Gianluigi Daccò, iniziò lallestimento del percorso espositivo che ancora oggi, nonostante tutto, richiama tanti visitatori. Che fare dunque per salvare Villa Manzoni e farla uscire dalle sabbie mobili in cui sembra impantanata? Preso dalla sensazione di impotenza e dalla frustrazione, ho minacciato di incatenarmi ai cancelli della villa nella speranza di ottenere qualcosa, ma la provocazione è servita a poco. Ora però sembra che sia stia muovendo qualcosa: il governo Monti ha dimostrato interesse e attenzione e il 3 marzo il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi ha visitato il museo manzoniano, informandosi dettagliatamente della situazione. Pochi giorni dopo, il 7 marzo, se Manzoni fosse stato ancora vivo avrebbe compiuto 227 anni e avrebbe potuto vedere come perfino lhome page di Google celebrava il suo immortale romanzo. Coincidenze? Cabala? Non so più a cosa credere ma continuo a sperare che una decisione di buon senso aiuti a sbloccare lincresciosa paralisi in cui si trova la Villa-Museo, senza bisogno di riesumare le catene dalla cantina. assessore alla Cultura del Comune di Lecco