Per fare cassa, vanno all'asta ex penitenziari di particolare interesse storico e artistico. Diventeranno musei ma anche hotel, appartamenti, uffici e negozi. Passano di mano 12 penitenziari storici, parcheggiati provvisoriamente alla Patrimonio dello Stato spa in attesa di essere venduti. Potranno essere trasformati in musei, biblioteche, centri culturali, ma anche in hotel, uffici, negozi, centri commerciali, appartamenti. Lo ha stabilito con un decreto il Ministero dell'Economia e delle Finanze pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di mercoledì scorso dal quale traspare con evidenza che i due terzi delle case circondariali che finiranno all'asta sono beni di particolare valore artistico e storico vincolati dalle Soprintendenze. Il prezzo di vendita delle diverse strutture sarà stabilito entro la prima metà di maggio dall'Agenzia del Demanio. L'operazione - fortemente voluta da Tremonti ha come obiettivo dichiarato quello di rastrellare fondi da destinare alla realizzazione di "programmi di nuova edilizia penitenziaria con conseguente disimpegno per lo Stato da ogni onere finanziario". E proprio l'ulteriore intervento di finanza creativa lascia particolarmente perplessa Legambiente. "Alla Patrimonio spa non devono essere trasferiti beni di particolare interesse storico e artistico sottolinea l'associazione come si fa infatti a garantire la corretta conservazione e valorizzazione di queste strutture se l'obiettivo principale è quello di fare quattrini?" Tra gli istituti di pena trasferiti alla Patrimonio spa spicca l'istituto di rieducazione per minorenni di Avigliano (Potenza) , un vero e proprio complesso monumentale destinato a sede del "Centro degli archivi contemporanei" e oggetto da tempo di un restauro un milione e 200mila euro la somma stanziata - promosso dalla locale soprintendenza. C'è poi il carcere mandamentale di Susa (Torino) che è un tutt'uno con il castello medioevale della "Marchese Adelaide" di proprietà comunaleb ; c'è la Caserma Mastino della Scala di Verona, per la quale la soprintendenza ha già escluso sia la cessione a privati che qualsiasi opera di trasformazione degli spazi interni ed esterni ; c'è la casa circondariale di Ferrara , un'altra struttura che potrà essere sì recuperata, ma a patto che il suo assetto attuale non subisca nessuna modifica e che la destinazione finale non sia industriale, artigianale o commerciale. Le altre carceri tutelate che il Ministero dell'Economia vuole dismettere sono quelle di Casale Monferrato e Novi Ligure (entrambe in provincia di Alessandria), quello di Pinerolo (Torino) e quello di Clusone, nel bergamasco . Per altri quattro non c'è invece nessuna riserva o vincolo: sono gli istituti di Frosinone, di Velletri (Roma), di Mondovì (Alessandria) e l'ala nuova del già citato carcere minorile di Avigliano.