La Toscana si prepara a chiedere l'autonomia speciale in materia di beni culturali. Il progetto, in forma di bozza e dunque ancora aperto, sarà portato all'esame della Giunta regionale lunedì 24 marzo. Obiettivo: ottenere dal Governo e dal Parlamento nazionali il trasferimento di proprietà, funzioni, personale e risorse oggi di competenza statale. Si tratta di una fetta rilevante del patrimonio esistente nella regione. Su 453 musei, quelli statali sono 55 (61 appartengono ai privati, 69 alla Chiesa e il resto agli Enti locali). Roma destina alla Toscana il 10 circa del budget annuale del settore: oltre 130 milioni, di cui 120 per le spese di personale (2.600 dipendenti) e poco più di 50 per gli investimenti. Da parte sua, la Toscana impegna 35,118 milioni su questo fronte, di cui 21,3 coperti dai trasferimenti statali (nel 2003 saliranno rispettivamente a 102,7 e 33,2 milioni). «Forti della qualità del nostro sistema spiega Mariella Zoppi, assessore regionale alla Cultura lavoriamo a una proposta che, d'intesa con lo Stato centrale, riconosca alla Toscana autonomia speciale per i beni culturali, con l'attribuzione di un potere concorrente in materia di tutela e una competenza esclusiva per quanto riguarda invece la gestione e valorizzazione del nostro patrimonio». La richiesta prende le mosse dalla riforma del titolo V della Costituzione. «Gran parte delle relazioni previste tra centro e governi locali sono rimaste senza risposta dice ancora l'assessore per questo abbiamo deciso di preparare una nostra proposta, che non vuol essere una forma di devolution, ma il tentativo di garantire una configurazione unitaria degli interventi pubblici nel campo dei beni culturali». I punti intorno a cui ruota il progetto sono tre: il decentramento delle funzioni; la piena integrazione tra beni culturali statali e regionali; la piena integrazione tra tutela, conservazione, valorizzazione e gestione. Il disegno toscano, secondo qualcuno, rischia però di andare contro a ciò che stabilisce la Costituzione, e cioè l'attribuzione delle competenze sul patrimonio artistico allo Stato. A sollevare la polemica, nei mesi scorsi. era stato il soprintendente regionale, Antonio Paolucci, cne aveva bollato l' idea avanzata dal governatore toscano Claudio Martini come una sorta di fuga in avanti. «Non ci sono i presupposti giuridici», disse Paolucci. Da allora, il progetto ha fatto passi in avanti importanti e gli esperti della Regione che ci stanno lavorando sono convinti di aver tenuto conto di tutti gli aspetti. «Sarà una proposta in linea con la Costituzione», taglia corto l'assessore. L'iter del progetto richiederà almeno un anno di tempo. Dopo il passaggio in Giunta, il dossier sarà infatti sottoposto al vaglio delle autonomie locali e del Consiglio regionale. «È la fase più delicata, perché puntiamo a raggiungere una condivisione la più larga possibile», sottolinea Mariella Zoppi, lasciando capire che non si aspetta tutte rose e fiori. E non soltanto sul fronte regionale. Una volta che il disegno sarà approvato dal Consiglio toscano, dibattito permettendo, entro l'estate, toccherà al Governo centrale e al Parlamento affrontare la richiesta di autonomia avanzata da Firenze in tema di beni culturali. Se anche questo passaggio verrà superato, la palla tornerà alla Regione che a quel punto dovrebbe varare le normative e predisporre gli strumenti operativi necessari. Nella migliore delle ipotesi, ci vorrà dunque almeno un anno. Ma nessuno pensa che nella primavera del 2004 la cosa sarà fatta. C'è, anzi, l'attesa di arrivare al confronto nazionale, con la seria prospettiva di dover sostenere uno scontro, che potrebbe trasformarsi in una sorta di muro contro muro. «Quanto meno punteremo alla cogestione», commenta l'assessore toscano, lasciando capire che il governo toscano intende portare a casa qualcosa di concreto. «Intanto facciamo emergere il problema, e cioè la necessità di armonizzare le politiche culturali regionali, sia pur all'interno di un quadro di riferimento e di tutela nazionale conclude Mariella Zoppi . E su questo terreno siamo pronti a giocarci la partita». In palio c'è la prima autonomia speciale d'Italia, dopo la riforma del titolo V della Costituzione.
Beni culturali, la sfida dell'autonomia toscana
La Toscana si prepara a chiedere l'autonomia speciale in materia di beni culturali. Il progetto, in bozza, sarà presentato alla Giunta regionale il 24 marzo. L'obiettivo è ottenere il trasferimento di proprietà, funzioni, personale e risorse statali. La Toscana detiene il 10% del budget annuale del settore, mentre la regione impegna 35,118 milioni. L'assessore regionale alla Cultura, Mariella Zoppi, spiega che il progetto riconosce alla Toscana autonomia speciale per i beni culturali, con l'attribuzione di un potere concorrente in materia di tutela e una competenza esclusiva per la gestione e valorizzazione del patrimonio.
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