Se Parmenide e Zenone avessero avuto la fortuna di conoscere lonorevole Marcello Taglialatela sicuramente lavrebbero condotto tra le rovine di Elea, la nobile città della Magna Grecia ora strangolata dallalluminio anodizzato, dalle targhe fosforescenti, dalle case di mattoni bucati. Se solo avessero avuto questa fortuna avrebbero guidato lassessore regionale allUrbanistica a osservare come si sia riusciti a ingoiare persino il loro mare, affrontando le onde col cemento, chiudendo agli occhi e al cuore ogni rispetto per la memoria comune. Ma Taglialatela di Velia, patrimonio dellumanità rovinato dagli umani, simbolo della mediocrità di un ceto politico che danza al ritmo del calcestruzzo, ha purtroppo scarsa stima. Lassessore, cugino alla lontana di Attila, ha pensato di segnare la sua presenza alla Regione con un grandioso piano paesistico, opera formidabile di scrittura compulsiva, legge fondamentale nella quale trovano posto tutti i più bei gnè-gnè del mondo. E infatti (e come volete che mancasse allappello!), è previsto il solito e purtroppo inutile Osservatorio, che dovrà monitorare lintegrità del paesaggio. Dovrà. Futuro del verbo dovere. Nellattesa, la legge annuncia la fine dellunica legge che ha un poco salvaguardato Velia da altro cemento, un provvedimento speciale, approvato allunanimità dal consiglio regionale nel 2005, che riduceva - seppure in limine mortis - lappetito agli speculatori. Sei articoli che imponevano lo stop al consumo del suolo e la misericordia collettiva per i resti che ancora restano in vita. Era una legge di salvaguardia, che ammetteva nella sua drastica misura il default della politica, lincapacità delle amministrazioni locali di governare lo sviluppo del territorio per colpa delle collusioni e delle corruzioni, dellignoranza assoluta e dellassoluta inconsapevolezza di cosa siano la bellezza e la cultura. E che valore abbia la nostra memoria, quale saldo anche economico produca. Cosa è cambiato dal 2005 ad oggi? Cosa? Ce lo dica Taglialatela. Ci dica per esempio cosa ne è oggi della magnifica marina di Ascea, dove le concessioni edilizie sono sempre in eruzione malgrado lo zero spaccato imposto sette anni fa. Figurarsi senza quella normativa! Magari, ecco il bel futuro, avremo il suo ottimo Osservatorio che segnalerà nuovi seminterrati di carta, nuovi piani rialzati, nuove serrande di nuove finestre affacciate sulla Porta rosa. Se solo Taglialatela facesse amicizia con Parmenide e Zenone
CAMPANIA - Parmenide, lassessore e le rovine di Velia. Il piano paesistico regionale di Taglialatela abolisce la legge di tutela dellarea archeologica
Lassessore regionale allUrbanistica, cugino alla lontana di Attila, ha presentato un piano paesistico per la città di Velia, che è stata rovinata dagli umani. Il piano prevede l'ingiustificato consumo del suolo e la distruzione del paesaggio. La legge approvata nel 2005, che riduceva lappetito agli speculatori, è stata abolita. La città di Velia è stata abbandonata e le sue rovine sono state inghiottite dal cemento. Lassessore ha pensato di segnare la sua presenza con un grandioso piano paesistico, che prevede l'ingiustificato consumo del suolo e la distruzione del paesaggio.
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