È in fase di pubblicazione il bando per gli allestimenti del museo archeologico di via Badia. Il più importante museo provinciale dopo il San Nicola di Agrigento è chiuso ormai da due anni, ma finalmente, dopo accurati restauri, la sua apertura si avvicina sempre di più. Dal momento dell'affidamento del bando, la ditta aggiudicataria avrà sei mesi per completare i lavori, dopodiché l'importante contenitore culturale potrà riaprire i battenti al pubblico. L'architetto Pietro Meli, soprintendente di beni culturali ha spiegato: «Sarà rivista la sezione dedicata all'insediamento di età ellenistica di Monte Sant'Angelo dove in anni recenti l'esplorazione sistematica da parte dell'Università di Messina ha restituito contesti ed oggetti molto interessanti». Nel progetto esecutivo allestito dai tecnici della Soprintendenza è stato riservato uno spazio di grande rilievo al «Tesoro della Signora» che si troverà a conclusione del percorso di visita, in modo da valorizzare quanto più possibile sia il ritrovamento in sé che tutto quanto il museo di cui i preziosi reperti saranno il nuovo emblema. Non sarò riportato a Licata, almeno in una prima fase, il monetiere di cinquecento aurei di epoca normanna ritrovato anni fa in contrada Manca e oggi esposto al museo di Agrigento: «Quelle monete - spiega l'architetto Meli - costituiscono una testimonianza storica di grande rilievo per Licata, valuteremo con il direttore del museo di Agrigento la questione». GIUSEPPE PATTI 20032012