Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione il decreto del Dipartimento beni culturali Milena. E' stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana il decreto del dirigente del servizio tutela del Dipartimento regionale dei beni culturali che dichiara di notevole interesse pubblico l'area chiamata "Milena e il suo territorio". Si tratta di un vincolo paesaggistico che interessa il nucleo principale dell'abitato di Milena, le storiche "robbe" e i boschi di roverella. L'iter del vincolo ha avuto inizio il 1 settembre 2005 quando la Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche, appena ricostituita, ha proposto il vincolo e il 25 settembre dell'anno successivo ha convalidato la proposta rettificando la descrizione dei confini e definito le misure, gli indirizzi e le prescrizioni. Numerose, ma tutte respinte, le opposizioni presentate dal sindaco di allora, Giovanni Randazzo, dal consiglio comunale e da altri cittadini. Sono stati pure respinti i due ricorsi al Tar proposti dal Comune. "Il paesaggio nel quale si inserisce Milena - si legge tra le motivazioni - è quello tipico della Sicilia centro meridionale, caratterizzato da rilievi collinari e affioramenti della formazione gessoso-solfifera". Il territorio è coltivato a frumento con mandorleti, oliveti, vigneti e frutteti in genere mentre il centro storico ha un impianto urbanistico "polinucleare". In contrada Botagro vi sono sei maccalube poste lungo una linea retta, probabilmente una faglia, che attraversa il vallone "Coda di volpe" ed il confine con la provincia di Agrigento. "L'area interessata dalla proposta - afferma la commissione - appare complessivamente omogenea per valori paesaggistici, che non si riferiscono soltanto ad aspetti naturali, ma ad un connubio tra il costruito storico (robbe) e l'ambiente naturale nel quale essi insistono. Le prescrizioni sono orientate ad assicurare la salvaguardia dei valori paesistici, ambientali, morfologici e percettivi diffusi e a conservare il patrimonio storico-culturale e al mantenimento dell'attività agropastorale". Con il vincolo sorge l'obbligo per i proprietari degli immobili di presentare alla Soprintendenza, per la preventiva autorizzazione, qualsiasi progetto di opere che possano modificare l'aspetto esteriore della zona. Tra le altre prescrizioni la tutela dell'agricoltura da fattori di inquinamento, l'impiego di tecniche colturali ecocompatibili, il mantenimento di siepi ed elementi geologici, le dimensioni ridotte delle nuove costruzioni, la conservazione dei nuclei storici rurali mantenendo inalterati il tessuto, la tipologia edilizia e i caratteri costruttivi tradizionali. Una copia della Gazzetta Ufficiale sarà affissa all'albo pretorio del Comune per tre mesi e un'altra copia assieme alla planimetria saranno depositate presso gli uffici del comune dove si potrà prenderne visione. Contro il decreto è possibile il ricorso giurisdizionale al Tar entro 60 giorni e il ricorso gerarchico al dirigente generale del dipartimento entro 30 giorni. Valerio Cimino 20032012