Il sito è ormai quasi al collasso e la paralisi decisionale della politica porta dritti all'emergenza Sono state sbloccate le procedure al Consiglio di Stato sul termovalorizzatore di Albano, la costruzione dell'impianto può riprendere". Nella sua deposizione in Commissione Ecomafie, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha involontariamente aggiunto un nuovo atto alla commedia dell'assurdo che vede i rifiuti del Lazio nel ruolo di protagonisti e gli amministratori locali in quello di semplici comparse. MENTRE ROMA rischia di precipitare perso l'emergenza rifiuti, il più grande gassificatore regionale, quello collegato alla megadiscarica di Malagrotta, risulta fermo per manutenzione dallo scorso autunno. II 5 ottobre 2011 i 55 dipendenti della 7Hills, società a cui era affidata la conduzione dell'impianto, sono stati mandati a casa, per loro dovrebbe aprirsi una procedura di cassa integrazione. "II nostro legale ha incontrato i rappresentanti del Colari (società proprietaria di discarica e impianto, ndr), gli hanno spiegato che il gassificatore rimarrà fermo per altri due anni, il tempo necessario a realizzare le altre due linee previste di smaltimento dei rifiuti", racconta uno degli operai che hanno perso il posto di lavoro. Attivo dal novembre 2008, finora l'impianto ha lavorato in via poco più che sperimentale. Nato sotto una cattiva stella, poche settimane prima di entrare in funzione venne sequestrato dai Noe per "totale carenza dei requisiti di legge" in materia di sicurezza. E pensare che il presidente del Colari Manlio Cerroni, da decenni padrone indiscusso della mondezza' laziale, ha speso circa 400 milioni di euro per allestirlo. Progettato per lavorare con due linee, più una terza di sicurezza, se ampliato il gassificatore potrebbe garantire introiti maggiori ora che la Regione Lazio ha approvato le nuove tariffe sullo smaltimento rifiuti: 99 euro a tonnellata per trattarli, 72 per conferirli in discarica. Ma il prezzo più alto lo hanno pagato gli ex dipendenti. "Siamo a casa da cinque mesi, senza garanzie sul nostro futuro occupazionale" prosegue l'ex manutentore "siamo andati anche dal Prefetto di Roma, ma si è limitato a dirci che in qualità di commissario lui si occupa solo della discarica, gli impianti competono alla Regione". MA È PROPRIO il vuoto di decisione politica che paralizza il ciclo dei rifiuti del Lazio. Per mesi il sindaco Alemanno e la presidente Polverini si sono rimpallati la responsabilità di decidere sul sito della nuova discarica che dovrà sostituire Malagrotta, ormai satura. Poi hanno passato la palla avvelenata al Prefetto Giuseppe Pecoraro, nominato commissario ad hoc dal governo. Ma i siti da lui individuati, Riano, Quadro Alto e Corcolle, non sembrano avere i requisiti necessari. Prima il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi ha bocciato quello di Corcolle, a due passi da Villa Adriana. Ora Clini ha parole di biasimo per tutti: "Non esiste un timing preciso che consenta di individuare come e quando verrà adottata la soluzione definitiva sulla gestione dei rifiuti". E ancora: "Le informazioni che stiamo acquisendo sui sette siti non consentono di dire che abbiamo una soluzione". Insomma, un vero e proprio disastro. E mentre scorrono gli atti di questa commedia degli orrori torna a riaffacciarsi l'ipotesi che il nuovo sito per la discarica possa essere quello di Monti dell'Ortaccio, non lontano da Malagrotta: di proprietà di Manlio Cerroni.
La palude della "monnezza" di Malagrotta
Il sito del termovalorizzatore di Albano è quasi al collasso a causa della paralisi decisionale della politica. Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha rivelato che il gassificatore può riprendere la sua attività dopo aver completato le procedure al Consiglio di Stato. Il sito è stato chiuso dallo scorso autunno a causa della manutenzione, ma i 55 dipendenti sono stati mandati a casa senza garanzie sul loro futuro occupazionale. Il gassificatore è stato progettato per lavorare con due linee, ma è stato attivo solo in via sperimentale. Il presidente del Colari, Manlio Cerroni, ha speso circa 400 milioni di euro per allestirlo.
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