Chi l'avrebbe detto che il benessere economico sarebbe finito in coda nella classifica del benessere degli italiani? Per avere una migliore qualità della vita si augurano salute (98), un ambiente vivibile e meno inquinato (95,1), istruzione e formazione per loro e i loro figli (92,4), la possibilità di accedere a servizi di qualità (91,2), un lavoro che si concili con lo scorrere frenetico del tempo (88,8), più ricerca e innovazione (82,8) e, soprattutto, più attenzione al patrimonio culturale (77,8). Siamo candidamente nel migliore dei mondi possibili? No, sono le opinioni dei cittadini italiani (2.518 tra i 25 e i 64 anni) che hanno risposto tra ottobre e febbraio al questionario sulle "Misure del benessere" proposto sul web dall'Istat relegando in coda oltre al denaro, la partecipazione politica e la fiducia nelle istituzioni (37,2) e la sicurezza (30,30). Per capire che cosa conta davvero per l'Italia e se è misurabile una sorta di Pil positivo della nostra qualità della vita, il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (Cnel) e l'istituto Nazionale di Statistica hanno costituito un "Comitato di indirizzo sulla misura del progresso della società italiana" e, dopo aver consultato anche i cittadini, ha sviluppato una definizione condivisa del benessere della società italiana, articolata in 12 domini. A settembre ha proposto il "Benessere equo e sostenibile" (Bes): l'indicatore, novità tutta italiana rispetto alle misurazioni in altri paesi, ha dato rilievo al patrimonio storico, artistico e paesaggistico e alla ricerca scientifica. Questa prima consultazione che ha visto partecipare cittadini, per così dire, attenti al tema con un elevato grado di istruzione ha dimostrato che pure in tempi di crisi il denaro non è tutto, certo aiuta. Ma che non può essere l'unico ingrediente della felicità dei cittadini. Tante le suggestioni raccolte nei questionari: senso civico, coesione sociale, condivisione dei valori e di spazi pubblici, ma anche legalità e lotta all'evasione alla corruzione. Tra le ricorrenze negative spiccano particolarismo, mancata tutela del patrimonio ambientale e culturale, inadeguato livello della classe politica e scarso investimento in istruzione. I cittadini così indicano i nuovi bisogni che portano ad una qualità migliore della vita, peccato però che tra i desiderata espressi e la vita quotidiana degli italiani si apra uno iato. La spesa in percentuale per "ricreazione e cultura" sul totale dei consumi delle famiglie nei Paesi Ue (Eurostat, National accounts 2009) è ben lungi in Italia con il suo 6,8 dall'avvicinarsi ai livelli più alti: la media nella Ue27 è del 9,1 e in cima alla classifica c'è il Regno Unito con 1'11,7 seguito da Finlandia, Svezia, Austria e Malta(tutti con un solido 11). Per aggiornare il dato nazionale abbiamo osservato la rilevazione Istat provvisoria del 2011, alla voce "ricreazione e cultura" la spesa nominale degli italiani si ferma al 2,6 (pari a 70,9 miliardi di euro) sul totale dei consumi, con un salto indietro rispetto al 2010 del 4,3. Va ancora peggio per l'istruzione falcidiata all'1,2 dal 5,4 del 2010. La crisi ha colpito proprio la sete di cultura, tuttavia non ha ridotto le visite ai musei statali: nel 2011 i visitatori sono stati i17,24 in più del 2010, a quota 39,8 milioni. E l'effetto sui ricavi da biglietti e servizi aggiuntivi è stato di un 5,3 con 109,5 milioni di euro (MiBAC). In grande spolvero Venezia, il polo museale ha incassato 7,9 milioni (77,6) contro i 4,5 del 2010. La cultura fattura.
L'arte come priorità
Il benessere economico non è più il fattore più importante per la qualità della vita degli italiani. Secondo un sondaggio dell'Istat, la salute, l'istruzione, l'ambiente e la cultura sono i fattori più importanti. Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro ha proposto un nuovo indicatore del benessere, chiamato "Benessere equo e sostenibile", che tiene conto del patrimonio storico, artistico e paesaggistico e della ricerca scientifica. I cittadini hanno espresso la necessità di un senso civico, di una coesione sociale e di una condivisione dei valori e dei spazi pubblici. Tuttavia, la vita quotidiana degli italiani è ancora lontana da questi desideri.
Artista / Persona
Bene culturale
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