Oggi Gallerie part-time, Ca' d'Oro e Grimani chiusi VENEZIA - Tutto agli Uffizi, niente a Venezia. Se oggi restano chiusi la Ca' d'Oro e Palazzo Grimani per carenza di personale e le Gallerie dell'Accademia aprono solo nel pomeriggio, è anche perché il polo museale veneziano ha perso la sua quota di tesoretto. Si tratta di tre milioni di euro accumulati dai musei italiani staccando biglietti per gli scavi di Pompei o il Colosseo, il meglio del patrimonio museale italiano insomma, e che fino all'anno scorso venivano re-distribuiti anche ai «gioielli» meno frequentati. «Poi il Comune di Firenze ha fatto un accordo con ministero per trattenere gran parte delle risorse», fa sapere Edoardo Radolovich, della Uil. E addio tesoretto. «In passato anche Venezia si avvantaggiava del sistema di riequilibrio - ammette la Soprintendente al polo museale Giovanna Damiani - e i fondi erano usati per la vigilanza. Ci auguriamo che con la riapertura delle Grandi Gallerie dell'Accademia, saremo autonomi». Intanto per completare le Gallerie mancano sette milioni e mezzo di euro e senza la quota di tesoretto oggi due musei e mezzo chiudono. «Farò richiesta - continua Damiani - dei fondi di riequilibrio, Venezia da sola non ce la fa». Ma l'accordo sottoscritto col sindaco fiorentino Matteo Renzi prevede che, a restauri finiti degli Uffizi, i fondi restino comunque a Firenze. Con quei soldi il polo museale veneziano pagava le cooperative che davano man forte ai dipendenti per la sorveglianza. Senza cooperativa possono lavorare di più i dipendenti, ma bisogna trovare i soldi per lo straordinario festivo e non ci sono. Il Ministero ha indicato la sua soluzione: «Una riorganizzazione degli orari, avendo presente che l'Accademia deve restare aperta 11 ore - dice il sottosegretario Roberto Cecchi - e giocando sull'orario dei musei con minore afflusso. Nel resto d'Europa i musei aprono alle 10». Ma il turno unico per i musei minori 10-i7 oltre a penalizzare i visitatori che troverebbero chiuso tre ore prima del tramonto, mette in allarme i lavoratori: addio notturni e indennità, spiega la CgiL «Ritengo fortemente penalizzante procedere ad una riduzione degli orari - scandisce Damiani - mi riservo di approfondire tutti gli aspetti prima di prendere decisioni così impegnative». «Musei che non riescono a restare aperti: da ciò si capisce se si è o meno città della cultura - sospira Franco Miracco, consigliere del ministero eppure l'esempio da seguire è proprio la mostra di Lorenzo Lotto alle Gallerie: prestiti prestigiosi dall'Ermitage insieme a opere che erano in deposito, che apre anche prospettive di studio. Il ministro Ornaghi sta mettendo tutto il suo impegno sui fondi, arriverà anche il completamento delle Gallerie continua e allora si avrà autonomia per le sacrosante aspettative dei dipendenti». Intanto, si chiude per mancanza di personale. «Effettivamente si sta trattando la cultura come se fosse solo un costo, quando dovrebbe essere un investimento importante per il Paese - dice il sindaco Giorgio Orsoni - Chiudere un museo o non dare strumenti per la promozione è un grave errore. Modelli da seguire? Con la Fondazione Musei civici, il Comune ha imboccato una strada lungimirante per una gestione snella ed efficace».
Gli Uffizi lasciano a secco Venezia. Damiani: no a1 taglio degli orari
I musei di Venezia, tra cui Gallerie part-time, Ca' d'Oro e Grimani, sono chiusi a causa della carenza di personale e della perdita di fondi. I fondi di 3 milioni di euro, che venivano re-distribuiti ai musei italiani, sono stati trattenuti dal Comune di Firenze. I dipendenti dei musei veneziani lamentano la perdita di autonomia e la mancanza di risorse per la vigilanza. Il Ministero ha proposto una riorganizzazione degli orari dei musei, con l'intenzione di ridurre gli orari di apertura. I lavoratori e i sindaci lamentano la penalizzazione dei visitatori e la perdita di notturni e indennità.
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