Nel mirino anche Tursi: "Non rispettato un bene artistico" Sotto accusa il taglio degli alberi che ha portato pure al sequestro del cantiere Sulla vicenda resta aperto anche un fascicolo da parte della Corte dei Conti Cè una svolta nellinchiesta della procura sul progetto del park dellAcquasola. Nei giorni scorsi un avviso di garanzia è stato notificato ad una funzionaria della soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria. Il pm Francesco Albini Cardona la interrogherà nei prossimi giorni, e intanto sembra che a breve potrebbero essere iscritti al registro degli indagati anche tecnici e funzionari del Comune, così come alcuni esperti che, per conto dellamministrazione o della società "Sistema Parcheggi", avevano fornito dei pareri positivi sulla fattibilità dellautosilos sotterraneo. E sono anche oggetto di approfondimento le scelte politiche delle ultime due giunte di Tursi. Alla funzionaria della Soprintendenza, coinvolta perché sua è la firma su uno degli ultimi nulla osta che diedero il via al cantiere (oggi fermo perché ancora sotto sequestro) vengono contestati alcuni capi dimputazione. Tra questi labuso e la violazione dellarticolo 170 del Codice dei Beni Culturali che punisce chiunque destina i beni culturali dello Stato ad un uso «incompatibile con il loro carattere storico od artistico o pregiudizievole per la loro conservazione o integrità». Due sono punti chiave dellindagine. Il primo riguarda il taglio degli alberi ed è laspetto che ha portato al sequestro del cantiere convalidato anche dalla Cassazione con una pronuncia che fissa un precedente. Il secondo riguarda luso di unarea considerata un bene culturale, quindi con maggior protezione. In sostanza, le caratteristiche storiche e ambientali del parco sarebbero incompatibili, secondo la procura con un park interrato. Su questo punto diversi soprintendenti succedutisi negli ultimi quindici anni sostengono che lintervento sotterraneo non avrebbe modificato la superficie dellarea. Inoltre, cè una scuola di pensiero che contesta la tesi secondo cui lAcquasola avrebbe ancora le caratteristiche del giardino disegnato nell800 dallarchitetto Carlo Barabino. Cè chi sostiene che se si volesse conservare lintegrità del progetto di Barabino, bisognerebbe allora recuperare ai giardini i vialoni di viale IV Novembre vietando il transito alle auto. Per quanto riguarda gli alberi, di nuovo sono stati diversi i soprintendenti ad esprimersi favorevolmente al progetto e tra questi, nel 2004 Maurizio Galletti oggi al vertice della Direzione Regionale del Ministero dei Beni Culturali. Lattuale Soprintendente Giorgio Rossini, invece, lanno scorso aveva dichiarato a Repubblica che «Il progetto era stato approvato negli anni 90 e io, nel 2005, ho solo visto il definitivo con unampia relazione botanica e paesistica della professoressa Annalisa Maniglio Calcagno favorevole alla sostituzione delle piante malate». Fino a pochi giorni fa lunica indagata era Maria Teresa Gambino lamministratrice di "Sistema Parcheggi", la società che doveva costruire il park grazie ad un accordo risalente a oltre venti anni fa e originato da un piano parcheggi oggetto di inchieste e condanne per tangenti. Attraverso il difensore, lavvocato Mario Scopesi, Sistema Parcheggi aveva sottolineato come limpresa avesse operato con autorizzazioni di Comune e soprintendenza e fosse quindi di questi enti al responsabilità di eventuali danni ed illeciti. La Cassazione aveva definito «monumento vivente» il parco dellAcquasola ritenendo «lautosilos incompatibile con il carattere storico del parco», anche perché si tratta di unoperazione che mira a «soddisfare beni e interessi diversi» e «contrapposti» a quelli che devono guidare la salvaguardia del Parco. Sul caso è aperto anche un fascicolo dindagine dalla Corte dei Conti che ipotizza di nuovo possibili responsabilità di Comune e soprintendenza. (marco preve)