I taccuini di Paolo Orsi e le ultime novità sui villaggi preistorici dei pastori. Saranno queste le chicche della conferenza culturale in programma per il prossimo 20 marzo alle 17,30 a Ragusa al Centro servizi culturali. Il Csc assieme all'Archeoclub e alla Regione organizza questo importante appuntamento che vedrà l'intervento della professoressa Paola Pelagatti, dell'Accademia dei Lincei, il dott. Massimo Cultraro, del Consiglio nazionale delle ricerche, e il professor Giovanni Di Stefano, direttore del parco archeologico di Kamarina e docente all'Università della Calabria. Gli inediti taccuini di Paolo Orsi, relativi allo scavo del villaggio preistorico di Branco Grande, nel marzo del 1907 saranno presentati al pubblico così come saranno presentate alcune straordinarie scoperte nelle stazioni di transumanza dell'area iblea durante l'età del bronzo. L'appuntamento culturale di giorno 20 marzo sarà per questi motivi e per l'eccezionale presenza di studiosi di fama internazionale un vero e proprio convegno-evento. La professoressa Pelagatti presenterà il taccuino di Orsi n 65 del 28 marzo, quando in coincidenza con la fine dei lavori a Passo Marinaro, l'archeologo nativo di Rovereto inizia gli scavi a Branco Grande individuano circa una trentina di capanne. "E' un'occasione insperata quella di conoscere gli appunti, presi dal grande archeologo sul terreno, insieme agli schizzi originali di sua mano - spiega la Pelagatti - e confrontarli con le notizie da lui stesso pubblicate. Mentre gli schizzi dei materiali rimasero inediti, quelli relativi alle capanne e al muro di aggere furono pubblicati, dopo una prima notizia e da qui riprodotti più volte da vari autori, anche se in modo approssimativo. Più completo e chiaro nei dettagli rispetto a quanto fin qui pubblicato risulta lo schizzo topografico con l'indicazione della terrazza alta una trentina di m e dalla costa distante mezzo km dal villaggio. Le sedici facciate del "taccuino" integrano, ma non annullano, il testo pubblicato da Orsi nel 1910, che contiene alcune tra le più belle pagine della scrittura orsiana. Esse rimangono fondamentali anche per la riflessione sull'ambiente di quell'angolo della costa ragusana distante dai percorsi di epoca storica e rimasto inalterato nei secoli, e per l'inquadramento degli elementi salienti del villaggio, la sua struttura, la collocazione vicino al mare, la presenza dei "macconi", una sorta di alte dune o "montagne" di sabbia, come le chiamava Orsi, che raggiungevano anche i 60 metri, tipiche della zona, intervallate da laghetti stagionali formatosi con le piogge invernali e utili per fornire acqua potabile e, non ultima, la tipologia dei materiali". La presentazione dei taccuini di Orsi da parte della professoressa Pelagatti, già soprintendente di Siracusa, fa seguito alla pubblicazione integrale degli stessi in "Notizie degli Scavi", volume 2008-2009 di recente edito. Il prof. Massimo Cultraro, autore di due preziose monografie su "L'anello di Minosce" (edito Longanesi) e su "I Micenei" (Carrocci) e docente di Archeologia e Antichità Egea all'Università di Paleremo, parlerà dei villaggi del bronzo antico della Sicilia e in particolare dei villaggi costieri, fra cui quello di Branco Grande. Giovanni Di Stefano, direttore del Parco di Camerina, parlerà dei villaggi di pastori presentando alcune importanti scoperte nei villaggi stagionali. La conferenza vuole in qualche modo essere un omaggio a Paolo Orsi a cui si devono numerose ricerche e scoperte archeologiche in Sicilia e anche in provincia di Ragusa, Camarina su tutte. Orsi nacque a Rovereto. Dopo gli studi presso l'Imperial Regio Ginnasio, si trasferì a Vienna per seguire corsi di storia antica ed archeologia. Continuò gli studi presso l'Università di Padova e si laureò a Roma. Poi frequentò la Reale scuola italiana di Archeologia a Roma, la scuola d'arte classica a Bologna e paleontologia di nuovo a Roma. Durante le sue prime ricerche, che condusse nella sua terra di nascita, scoprì la zona preistorica del Colombo a Mori nel Trentino. Dopo un breve periodo di insegnamento al liceo di Alatri in provincia di Roma, entrò nella direzione generale delle antichità e delle belle arti e successivamente alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Perso il concorso per la cattedra di archeologia all'Università di Roma, entrò, a trent'anni, nei ruoli della pubblica amministrazione, come ispettore degli scavi e dei Musei, e nel 1890 fu inviato a Siracusa, dove si dedicò allo studio delle origini dei Sicani e dei Siculi e delle città di Thapsos e Megara Hyblaea. Nel lavoro sui monti Iblei e la valle che porta al mare scoprì templi, necropoli, mura, palazzi, monete e altro e riportò alla luce l'antica città Casmene. 18032012