Ci sono voluti tre anni per superare gli ostacoli burocratici e dobbiamo dire che lo sceicco di Abu Dhabi, Hamed bin Hamed Al Hamed, ha avuto molta pazienza. Ma non sono stai anni perduti perché intanto è andata avanti la progettazione affidata all'archistar David Fisher che si appoggia all'ingegnere catanese Rosario Garozzo, tra l'altro consulente del ministero dello Sviluppo. Questo significa che appena sarà firmato il contratto, previsto entro fine marzo, potranno partire i cantieri. E' stato anche raggiunto l'accordo con l'Hilton che gestirà questo grande complesso sia per la parte alberghiera e sia per la parte convegnistica. Diventerà uno dei centri turistico-congressuali più importanti d'Italia. .L'acquisto della perla jonica, come sapete, è di 46 milioni, per il quale era già stata versata la caparra di 4,6 milioni. A questo ci sono da aggiungere poco più di 50 milioni per le ristrutturazioni secondo il progetto dell'archistar internazionale David Fisher conosciuto nel mondo per l sue innovazioni, è inteso come l'«architetto della Quarta Dimensione». Il complesso della perla jonica, appartenuto al Gruppo Costanzo e poi affidato a tre commissari liquidatori (Seby Leonardi, Diego Montanari e Carmen Silvestri) che si sono adoperati anch'essi per superare le difficoltà, ha 30 mila metri quadrati coperti, 460 stanze, un centro congressuale da 3000 posti. In un primo tempo i commissari liquidatori l'avevano posto in vendita per 76 milioni di euro, ma i numerosi bandi di gara erano andati tutti deserti fino a che la «Item» dello sceicco di Abu Dhabi aveva offerto 46 milioni che sono stati considerati congrui. Inizialmente tra gli ostacoli da superare c'erano dodici palazzine che secondo una prima previsione dovevano essere scorporate e destinate a civili abitazioni. Alcuni consiglieri comunali di Acireale avevano fatto ricorso contro il cambio di destinazione d'uso e la trattativa si era nuovamente impantanata fino a quando è stato deciso di comune accordo di togliere di mezzo questo ostacolo e fare diventare queste palazzine come parte integrante del complesso turistico. Insomma, diventa tutto albergo 4 stelle superior con il brand di una grande catena internazionale, l'Hilton. Tutto il resto era stato appianato anche per la spinta del Comune di Acireale e del sindaco avv. Antonino Garozzo. Da allora era trascorso altro tempo e lo sceicco aveva persino minacciato di rinunciare anche a costo di perderci i 4,6 milioni perché non riusciva a capire tutte queste complicazioni siciliane, poi alla fine per fortuna il buon senso ha prevalso. Ora siamo agli sgoccioli e l'architetto David Fisher intende completare i lavori in 18 mesi. Questo di circa 100 milioni di euro è il primo investimento privato degli Emirati in Italia, ed è un segno di fiducia nelle risorse turistiche dell'Isola. E mentre i centri turistico-congressuali al Nord Italia si fanno la concorrenza tra di loro, la perla jonica è l'unica grande struttura siciliana che ha almeno due privilegi: un bel clima per nove mesi l'anno e la vicinanza del mare, per cui clienti e congressisti avranno anche modo di fare i bagni, di ammirare il bellissimo barocco di Acireale e di Catania, di fare escursioni a Taormina o sull'Etna. Lo sceicco è diventato presidente di uno dei fondi immobiliari più ricchi del mondo («Al Qudra») che appartiene alla famiglia reale di Abu Dhabi, la stessa che ha sostenuto Dubai durante la crisi. E' un Emirato che galleggia sul petrolio: due milioni e mezzo di barili al giorno. Grande ricchezza, ma anche avvedutezza negli investimenti. A questo punto val la pena di ricordare che accanto alla perla jonica ci sono le Terme regionali di Acireale che invece di produrre ricavi, producono perdite. I beni delle Terme sono stati valutati poco più di 30 milioni. La Regione dalle casse vuote incasserebbe questa somma, e le Terme potrebbero diventare finalmente un volano di sviluppo, solo che ci sarebbe da superare un vincolo: la Regione non può vendere i suoi beni, ma potrebbe entrare in compartecipazione. Negli Emirati sono state realizzate delle cose incredibili, metropolitane aeree, i grattacieli più alti del mondo, isole artificiali, gli alberghi più grandi del mondo come l'Atlantis, acquari straordinari e campi da sci dentro i centri commerciali, una quarantina di campi da golf. Chissà se un giorno, anche in minima parte, in questa zona della vecchia Sicilia, non possa avvenire un altro miracolo. Per Acireale sarebbe una svolta storica, per la Sicilia è un forte segnale di speranza nel futuro. To. Ze. 17032012