Caro Direttore, mi riferisco all'articolo apparso sul suo giornale l' 8 marzo a firma di Gianni Favarato relativo alle vie di navigazione di accesso alla stazione Marittima delle navi passeggeri di stazza lorda superiore alle 40.000 tonnellate alle quali, come dispone il decreto interministeriale Clini-Passera, verrà inibito il transito attraverso il canale di San Marco e il canale della Giudecca. Anche a noi come a Favarato è venuto spontaneo esaminare innanzitutto l'ipotesi di utilizzo del canale Vittorio Emanuele che collega la Marittima a Marghera. Se quel canale è servito per lungo tempo a far raggiungere Marghera da parte delle navi mercantili che entravano a Venezia dalla bocca del Lido, perché oggi non fare il contrario? Perché non far raggiungere la Marittima dalle navi passeggeri entranti dalla bocca di Malamocco? Purtroppo l'ipotesi si è rivelata impraticabile e non solo perché questa soluzione si sarebbe rivelata la più costosa (almeno 30 milioni di euro in più rispetto all'ipotizzato canale Contorta S. Angelo a causa dei costi di conferimento in discarica dei fanghi che lungo il canale Vittorio Emanuele sono del grado più alto di tossicità e nocività). La vera ragione dell'abbandono dell'ipotesi sta nell'impossibilità di usare il tratto del canale Malamocco-Marghera che va da Fusina al Porto Commerciale sia per il traffico merci sia per il traffico passeggeri, a causa dell'interferenza ostativa che si verrebbe a creare tra le due tipologie di traffico. Una interferenza che l'Autorità Portuale ben accetta in via straordinaria, come è il caso delle navi da crociera prodotte da Fincantieri che devono effettuare le necessarie prove in mare aperto: 10 2 episodi l'anno, perfettamente gestibili in quanto, non essendovi passeggeri a bordo, le navi possono muoversi in orari adattabili alla disponibilità dei convogli di navi merci. La normale operatività è invece cosa diversa. Da e verso la Marittima, nel solo 2011, sono transitate dal Lido 1866 navi mentre, da e verso la sezione portuale di Marghera, sono transitate da Malamocco 5492 navi. La sovraoccupazione del canale, che deve essere utilizzato in un solo senso di marcia alla volta, comporterebbe un pesante congestionamento e un ritardo medio che raggiungerebbe le tre ore per convoglio marittimo e che nelle giornate di piena operatività non consentirebbe di soddisfare l'intera domanda di traffico. Una situazione di congestione che sarebbe ulteriormente aggravata dalla priorità riservata per legge alle navi passeggeri rispetto alle altre tipologie di traffico. I vincoli operativi cui è soggetto già oggi il porto di Venezia - vincoli indotti dalla particolare struttura di "porto lagunare" (quali ad esempio la necessità per alcune tipologie di navi di entrare solo con luce diurna o con marea favorevole per vincoli di pescaggio) verrebbero in tal modo aggravati fino al punto di spingere fuori mercato la realtà portuale veneziana, che sta da tempo cercando e finalmente riuscendo a colmare con attività logistiche e portuali il vuoto produttivo e occupazionale lasciato dalla dismissione delle industrie di Marghera. Alla ricerca di una soluzione alternativa si è presa in considerazione l'ipotesi del canale Contorta S. Angelo. Anche qui non a caso, ma sfruttando la segnalazione del professor Luigi D'Alpaos all'allora Commissario di governo per il contrasto del moto ondoso in laguna di Venezia che fin dal 2003 era alla ricerca di una soluzione per alleggerire la pressione del passaggio delle grandi navi a S. Marco. Il fatto che oggi il professor D'Alpaos cerchi di ridimensionare quella segnalazione non cambia la sostanza. E' così che abbiamo, d'accordo con il Comune di Venezia, proposto al Magistrato alle Acque di approfondire la fattibilità dell'uso del canale Contorta S. Angelo e che, d'accordo con il Ministro dell' Ambiente Clini, abbiamo anche ipotizzato di verificare la possibilità di accompagnare l'approfondimento del suddetto canale con un progetto di ricostruzione morfologica della laguna centrale, oggi notoriamente la più degradata, che riprenderebbe così una migliore forma. Il fatto che il canale Contorta S. Angelo si trovi nella zona di partiacque lagunare lascia ipotizzare agli esperti modesti effetti sull'idrodinamica della laguna stessa, così come aveva anticipato il professor D'Alpaos nel 2003. Questo e il valore aggiunto della ipotizzata ricostruzione ambientale lasciano ben sperare di poter trovare con il Contorta S. Angelo la soluzione paretiana di allontanare le grandi navi dal Bacino S. Marco senza impedir loro di raggiungere la stazione Marittima, gioiello della portualità veneziana, attorno alla quale gira l'economia di fornitura marittima che rende il sistema produttivo veneziano almeno un po' diversificato rispetto alla monocoltura turistica.
VENEZIA - Il Porto: impraticabile l'utilizzo del canale Vittorio Emanuele
L'articolo di Gianni Favarato esamina le vie di navigazione di accesso alla stazione Marittima delle navi passeggeri di stazza lorda superiore alle 40.000 tonnellate. Il canale Vittorio Emanuele è stato esaminato come possibile soluzione, ma è stato rivelato impraticabile a causa dei costi e delle interferenze con il traffico merci. Il canale Malamocco-Marghera è stato esaminato, ma è stato rivelato impossibile a causa dell'interferenza con il traffico merci. Il canale Contorta S. Angelo è stato proposto come soluzione alternativa. Il professor Luigi D'Alpaos ha segnalato l'importanza di alleggerire la pressione del passaggio delle grandi navi a S. Marco.
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