Quattromila pezzi rari chiusi in deposito Damiani: palazzo Marcello fermo da dieci anni, serve uno sponsor. Ci sono 4 mila pezzi antichi e preziosi chiusi al buio nel deposito del Museo di Arte orientale di Ca' Pesaro perché non c'è spazio per esporli. «Il museo doveva essere trasferito nel più grande palazzo Marcello, ma i lavori di restauro si sono bloccati dieci anni fa perché sono finiti i fondi, ora servono 8-9 milioni di euro per renderlo agibile. Il Ministero non ha soldi, cerchiamo uno sponsor che si faccia carico di ultimare i lavori». A lanciare il grido d'allarme sono la soprintendente per il patrimonio storico artistico e per il Polo museale Giovanna Damiani e la direttrice del Museo d'Arte orientale Fiorella Spadavecchia. La collezione oggi conta 17 mila pezzi, di cui per motivi di spazio, solo 4 mila sono esposti. Ce ne sono altri 4 mila di gran pregio chiusi in deposito ma che meritano di essere visti: paraventi, armature, abiti cinesi e giapponesi, lacche, libri, rotoli dipinti e stampe. Le opere esposte vengono ruotate, ma non basta. Ad esempio la sezione tessile non vede la luce da ben 50 anni e sono tessuti giapponesi, kesa, abiti cinesi femminili finemente decorati e kimono, fatti tra il 1600 e il 1848. I1 Museo d'Arte orientale è al terzo piano di Ca' Pesaro dal 1928, spiega la soprintendente Damiani, ma «nel 1981 era stato acquistato palazzo Marcello (a fianco di Ca' Vendramin Calergi) con l'obiettivo di spostare e ampliare il museo. Il palazzo era in pessime condizioni, i restauri sono partiti, sono stati consolidati i pavimenti e fatte le vasche per l'acqua alta, poi basta. «E' tutto fermo da una decina d'anni, ormai». Soprintendenza e direttrice del museo lanciano un appello per trovare uno sponsor privato. «Il progetto c'è, è già definitivo, ma è tutto fermo perché mancano i soldi», dice Damiani. Porta la firma dell'architetto Anna Chiarelli. Il palazzo è stato acquistato dal Ministero e consegnato alla Soprintendenza. «L'idea era di fare una bella sede, una vetrina sul Canal Grande, e su retro di mettere una caffetteria e un bookshop». In verità, rivela la direttrice del Museo, «anche palazzo Marcello sarebbe un po' piccolo per esporre tutta intera la nostra collezione. Abbiamo tessuti di grandi dimensioni a cui fatichiamo a trovare una collocazione. Se non altro ci sarebbe utile come "vetrina". Nonostante la ricchezza della collezione abbiamo un'affluenza piuttosto bassa». Nel 2010 ci sono stati 76.885 visitatori, 80.941 nel 2011, con una media di 6-7 mila al mese. Il museo è nato dalla collezione del principe Enrico di Borbone conte di Bardi che a fine Ottocento è tornato in patria dopo un viaggio intorno al mondo con 30 mila pezzi dell'estremo Oriente. Alcuni, passati nelle mani dell'antiquario viennese Trau, sono stati venduti. Gli altri sono stati sistemati a Ca' Pesaro dal 1928.
VENEZIA - Museo orientale. Grido d'allarme della soprintendente: una collezione dimenticata, urgente la nuova sede.
Il Museo di Arte orientale di Ca' Pesaro a Venezia è stato costretto a chiudere il deposito del palazzo Marcello, dove sono conservati 4.000 pezzi antichi e preziosi, a causa di mancanza di spazio. Il museo deve essere trasferito nel palazzo Marcello, ma i lavori di restauro sono stati fermati da dieci anni a causa di mancanza di fondi. Il Ministero non ha soldi per completare i lavori, quindi il museo cerca uno sponsor privato per ultimare i lavori. La collezione del museo conta 17.000 pezzi, di cui solo 4.000 sono esposti. I pezzi rimanenti sono di gran pregio e meritano di essere visti, ma non basta per esporli tutti.
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