Novanta giorni per difendersi Spese lievitate da 4 a oltre 11 milioni e manutenzione carissima: la Corte dei Conti indaga il noto progettista spagnolo ed esige spiegazioni su 3 milioni di troppo LA SCHEDA L'INFRASTRUTTURA È stata progettata per collegare la sponda del Canal Grande (lato Piazzale Roma), con quella lato Ferrovia. Fin da subito i veneziani si misero contro quest'opera ritenuta inutile I COSTI Nel '99 il Comune di Venezia affidò il progetto all'architetto Santiago Calatrava. I lavori furono affidati all'impresa Cignoni che s'aggiudico la gara per l'importo esatto fornito dal Comune: 4 milioni. Dopo oltre un decennio di polemiche roventi e di ritardi, l'opera è costata oltre 11 milioni LA CORTE DEI CONTI La Corte dei Conti del Veneto contesta a 6 temiti comunali, tre direttori operativi del Comune, il direttore dei lavori e i responsabili del procedimento, un danno erariale di dica 3,3 milioni di euro Per essere bello, è bello. Elegante, forma arcuata, larghezza di 6 metri, struttura in acciaio, pavimenti e parapetti in vetro, corrimano in ottone. Per essere comodo, è comodo. Ottantuno metri e pochi passi sopra l'acqua per ritrovarti dai parcheggi per auto di Piazzale Roma alla Stazione di Santa Lucia, più un'ovovia che permette di trasportare i portatori di handicap. Già, bello e comodo. D'altronde, quando (nel 1999) a Venezia hanno voluto costruire il Quarto ponte sul Canal Grande, l'allora sindaco Massimo Cacciari si è affidato (il progetto è stato regalato al Comune in cambio di una consulenza alla direzione lavori remunerata con oltre 245mila euro) ad una star - anzi una archistar , mica a uno qualsiasi: il famoso architetto, scultore ed ingegnere spagnolo Santiago Calatrava, uno specialista del settore tanto caro alla sinistra (a Reggio Emilia ha progettato i ponti "strallati" sull'autostrada Al e la Stazione Ferroviaria per l'Alta Velocità che dovrebbe essere inaugurata il prossimo dicembre, ma che da sempre ha creato polemiche per i costi), uno che nel mondo ha realizzato anche il puente de la Mujer di Buenos Aires, il puente del Alamillo sul Guadalquivir e 1'Oberbaumbrücke di Berlino. Niente da dire. E così, dopo nove anni di lavoro - oplà - la notte dell'11 settembre 2008 i veneziani hanno finalmente potuto inaugurare la tanto attesa opera, nel frattempo rinominata Ponte Calatrava e poi definitivamente Ponte della Costituzione. Il quale ponte per essere bello, è bello. Per essere comodo, è comodo. Per essere costoso, però, è troppo costoso. Supercostoso e ora lo ha stabilito anche la Procura regionale della Corte dei conti, che dopo sette annidi inchiesta per presunto danno erariale, ha individuato sette presunti responsabili cui si accinge a presentare il conto. Un conto salato più dell'acqua del Canal Grande: tre milioni 346mila 700 euro - sugli 11,2 del costo finale - che sarebbero il risultato delle spese causate dalla progettazione non accurata e dalla gara bandita in modo inadeguato e non corretto, come aveva già avuto modo di definire la stessa Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici. Sì, finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di mettere in discussione (l'inchiesta penale è stata archiviata) il lavoro delle archistar, grandi creatori di opere d'arte, sì, ma troppo spesso anche grandi creatori di caos economici quando si tratta di fare conti e preventivi e l'esempio più immediato è quello della Città dello sport di Roma, sempre progettata da Calatrava: doveva essere inaugurata nel 2009 per i Campionati mondiali di nuoto, ma non è ancora pronta e il costo in cinque anni è lievitato da 65 a 608 milioni... La Procura della Corte dei Conti, dunque, ha spedito all'architetto quello che tecnicamente si chiama un "Invito a dedurre" (deve presentare entro 90 giorni deduzioni o documenti per la propria difesa) che non è ancora stato notificato perché il progettista spagnolo attualmente si trova negli Usa. Oltre a lui, l'invito è stato mandato a sei dirigenti pubblici che si sono alternati nel ruolo di responsabile unico del procedimento, direttore dei lavori e direttore operativo (Roberto Scibilia e Salvatore Vento, Roberto Casarin, Franco Bonzio, Luigi Licciardo, Hermes Redi), e nei loro confronti - così ha scritto il procuratore Carmine Scarano - «sono emersi validi elementi per una citazione in giudizio per danno erariale dinanzi alla Corte». Perché, sempre secondo Scarano, «la realizzazione del ponte ha comportato un oggettivo e sconsiderato aumento dei costi rispetto agli oneri inizialmente preventivati - di fatto, totalmente disattesi - e comporterà per il futuro un costante e spropositato esborso economico da parte dell'amministrazio-ne». Tradotto, spese esagerate di manutenzione «in quanto l'opera è affetta da una patologia cronica caratterizzata dalla necessità di un costante monitoraggio e dal continuo ricorso ad interventi non riconducibili, in alcun modo, ad interventi di ordinaria manutenzione». Come dire, un ponte bello e comodo, ma costruito male ed ora ufficialmente troppo costoso.