L'ufficio del commissario per l'emergenza rifiuti, il prefetto Giuseppe Pecoraro, insiste sulla scelta del sito di Corcolle. A supporto della sua indicazioni, negli incontri con i tecnici del Ministero dell'Ambiente, porta le planimetrie, che indicano una distanza di 1.200 metri dalla fascia di rispetto di Villa Adriana. E' un parere della Soprintendenza, del 2010, favorevole alla realizzazione di una discarica di inerti proprio in quell'area. Inoltre, la discarica a Corcolle potrebbe essere pronta entro l'autunno. Se il Governo, il 22 marzo, deciderà invece di ripartire da zero e puntare su un altro sito, allora i tempi si allungherebbero e non sarebbe sufficiente neppure la proroga fino a dicembre di Malagrotta. Intanto, ien Storace ha attaccato Alemanno per un incontro privato con l'avvocato Manlio Cenoni, a cui fa capo la discarica di Malagrotta. Il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, ha invece risposto all'accusa di immobilismo avanzata da Renata Polverini: «Noi abbiamo svolto il nostro compito, la Regione no». Tra i documenti che i collaboratori del commissario per i rifiuti, il prefetto Giuseppe Pecoraro, stanno esaminando nelle riunioni con il direttore del Ministero dell'Ambiente e i rappresentanti di Provincia, Comune e Regione, c'è una planimetria. Mostra che l'area di Corcolle (prescelta per una delle discariche provvisorie) dista due chilometri di Villa Adriana. Il terreno (a Corcolle ce n'erano due in ballo) è quello che fa capo alla società Pozzolana srl. In un'altra planimetria i confini dell'area di rispetto dell'Unesco distano 1.200 metri. E nel dossier dello staff del commissario c'è anche un documento del 15 giugno 2010 della soprintendenza per i Beni archeologici di Roma, in risposta alla richiesta di realizzare una discarica di inerti in cui si affermava che si tratta di un terreno «archeologicamente sterile». E si dava parere favorevole. Al contrario, nel corso della conferenza dei servizi che ha bloccato il percorso di Corcolle, il Ministero per i Beni culturali ha posto il veto. In sintesi: per Pecoraro l'ipotesi Corcolle non è stata scartata. E' l'unico sito fra i sette in ballo (tesi dello staff del commissario) che consente di realizzare una discarica entro l'autunno se il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, darà il via libera. Per capirci: ipotizziamo che il 22 marzo il Governo dica sì alle aree scelte da Pecoraro (Corcolle e Riano). Per Corcolle c'è già il progetto preliminare. Partiranno esproprio e gara. Chi vincerà dovrà presentare un progetto e definitivo. Servirà la Via (valutazione d'impatto ambientale). Prima di ottobre-novembre la nuova discarica non sarà pronta. Questo vale per Corcolle, per Riano (qui non sono ancora stati completati i rilievi) servirà un mese in più. Se queste scelte venissero azzerate e si optasse per un altro sito, allora si ripartirebbe dalla casella del via con tempi più lunghi. Anche una proroga fino a dicembre 2012 per Malagrotta non basterebbe. A complicare lo scenario gli scontri fra le istituzioni che si rimpallano la responsabilità di avere portato Roma all'emergenza rifiuti. Ieri ci ha pensato Francesco Storace (La Destra) a spargere veleno rimproverando in un'interpellanza presentata insieme a Federico Rocca (Pdl) al sindaco Gianni Alemanno di avere incontrato l'avvocato Manlio Cerroni, proprietario di Malagrotta (ma anche dell'area di Monti dell'Ortaccio tornata fra le papabili per la discarica). Storace: «Perché ha ricevuto in visita privata presso la Fondazione Nuova Italia, l'avvocato Cenoni, anziché presso la sede istituzionale del Campidoglio? Quali sono stati i contenuti del colloquio? . Alemanno ha replicato confermando la sua contrarietà alla discarica a Monti dell'Ortaccio e spiegando: «Da un po' di tempo Storace traduce la normale polemica politica in accuse volgari e infamanti nei miei confronti. L'ultima sull'incontro che ho avuto con l'imprenditore Certuni è oltretutto ridicola. Non è la prima, né sarà l'ultima volta che il sindaco si vede con l'imprenditore che, non certo per scelte di questa amministrazione, gestisce quasi tutto lo smaltimento dei rifiuti della Capitale». Il presidente della Regione, Renata Polverini, aveva accusato di immobilismo Alemanno e Zingaretti. Ha replicato il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti: «Polverini forse si è pentita di aver svolto un ruolo di supplenza nei confronti del Comune. La Provincia ha rispettato tutti gli obblighi, le inadempienze sono della Regione che non ha mai indicato i criteri per scegliere i siti. Per la prima volta nella storia abbiamo approvato il Piano territoriale provinciale: sono previste le classificazioni del territorio. Abbiamo portato la raccolta differenziata dai 29 mila cittadini del 2008 agli attuali progetti per 925 mila. Abbiamo finanziato 48 ecocentri nel territorio, di cui 22 aperti. Questi sono fatti, il resto chiacchiere e polemiche inutili che ci hanno portato fino a qui. Abbiamo fatto tutto in attesa perenne dei finanziamenti regionali, spesso annunciati ma mai visti. L'unica cosa che condivido è il giudizio su Monti dell'Ortaccio: non si può chiudere Malagrotta e aprire una nuova discarica a pochi metri».