Dopo il record da 25,5 milioni di dollari, spuntato due anni fa dalla Discesa nel Limbo di Andrea Mantegna, il Rinascimento italiano torna a essere protagonista delle aste newyorkesi di arte antica. Sia Christie's sia Sotheby's vantano tra gli highlight degli incanti in programma tra il 26 e il 28 gennaio due rari dipinti fiorentini del Quattrocento: la penitente Maria Maddalena di Filippino Lippi (Christie's) e una rappresentazione allegorica della buona sorte di Sandro Botticelli (Sotheby's). Maestro e allievo, Lippi e Botticelli, furono interpreti tanto della società colta e raffinata che ruotava intorno alla corte di Lorenzo il Magnifico, quanto delle inquietudini religiose agitate dal predicatore domenicano Girolamo Savonarola. Ma mentre Botticelli è noto in tutto il mondo anche ai non addetti ai lavori, Lippi gode dì una fama più discreta, che un'importante mostra allestita a Palazzo Strozzi di Firenze la scorsa stagione ha contribuito a rilanciare. Il dipinto di Lippi è un'opera devozionale, raffigura Maria Maddalena inginocchiata ai piedi della croce, è databile 1470 circa ed è proposto con una stima di 800mila-l,2 milioni di dollari. Proviene dalla collezione di Denis Sutton, giornalista, editor della rivista londinese d'arte Apollo e curatore di mostre d'arte antica, scomparso nel 1971. Altre opere di area toscana provenienti dalla sua collezione andranno all'asta a New York: un trittico di Agnolo Gaddi, raffigurante la Madonna dell'Umiltà con Santa Caterina e San Giovanni Battista (stimata 250-350mila dollari) e una Crocifissione del figlio di Giotto, Francesco di Giotto di Bondone (stimata 200-300mila dollari). Il dipinto di Botticelli è un'opera allegorica. Raffigura la buona sorte come una giovane donna nuda che aleggia leggera sul pelo dell'acqua agitando un velo, mentre il vento Zefiro le soffia tra i lunghi capelli sciolti. Solo di recente è stato, attribuito al corpus di opere dell'artista, e questo forse giustifica la prudente stima di 400-600mila dollari con cui viene proposto in asta. La tela è appartenuta alla marchesa Margareth Rockefeller, che probabilmente l'acquistò in Italia durante uno dei soggiorni nella sua villa di Fiesole. Ma prima ancora, se gli inventarii d'epoca sono interpretati correttamente, potrebbe aver trovato posto nella camera da letto di Lorenzo de' Medici, il quale aveva già commissionato al pittore la famosissimaPrimavera e l'altrettanto celebre Nascita di Venere. E se gran parte del fascino di un'opera deriva anche dal prestigio di chi l'ha posseduta, questo dipinto ancora sul mercato vanta una forza di attrazione senza pari. È di alto livello anche l'offerta di dipinti che raffigurano vedute di città e capricci architettonici, due generi che si affermarono nella seconda metà del Settecento con il Grand Tour e che continuano a interessare i collezionisti, vantando tra i titoli più quotati Canaletto, Bellotto, Guardi, Panini. Da notare, da Christie's, una veduta del Bacino di San Marco (stima a richiesta) che Canaletto stesso vendette al terzo duca di Bolton, Charles Powlet, e una veduta con la chiesa di Santa Maria Zobenigo. di Francesco Guardi, ispirata a un'incisione di Canaletto e proposta con una stima di 2-3 milioni di dollari. Di grande qualità anche la coppia di vedute di Venezia (stima 500-700mila dollari da Sotheby's) di Francesco Albotti (GAMI artist 90-03 95 in euro), allievo e collaboratore di Michele Marieschi. Passando dalle vedute reali a quelle di fantasia, le aste newyorkesi propongono interessanti opere di Giovanni Paolo Panini, blue chip del mercato dell'arte antica il cui indice GAMI artist segna una crescita dal 1990 al 2003 del 41, con un venduto reale annuo medio del 76 per cento. Di origine piacentina, ma trasferitosi giovane a Roma, era ricercatissimo dai lord inglesi in visita in Italia per i suoi dipinti-souvenir, che ritraggono paesaggi d'invenzione con capitelli, obelischi, statue e templi dell'antichità classica. E tuttora incanta le piazze di mercato di Londra e New York. Da Christie's è proposto il Capriccio con rovine classiche, con Diogene che getta via la coppa (stima 200-300mila dollari); da Sotheby's lo straordinario Capriccio architettonico con rovine romane e la statua di Marco Aurelio a cavallo, con soldati e figure (stima 500-700mila dollari).