Battaglia di Anghiari: il soprintendente Ciatti, sollecitato da Tenerani (consigliere del Pdl) chiarisce alcuni aspetti «I punti dove proseguire eventualmente la ricerca? Non possiamo certo predeterminarli...» Quando, lunedì scorso, vennero presentati i primi risultati della ricerca sulla Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci in Palazzo Vecchio, il sindaco Matteo Renzi disse di aver scritto una lettera al ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi affinché desse l'autorizzazione a proseguire le indagini. In un passo, il primo cittadino sottolineò al titolare del dicastero che «la comunità scientifica dovrà attendere tutte le analisi e controanalisi». Controanalisi doverose, perché l'intervento di un soggetto terzo in questi casi appare scontato, naturale. A questo punto, la probabilità che a compiere le controanalisi possa essere l'Opificio delle Pietre Dure, il prestigioso istituto statale con sede a Firenze , appaiono sempre più limitate. Ieri il soprintendente Marco Ciatti, nell'ambito della visita al l'Opificio da parte della Commissione Cultura di Palazzo Vecchio, ha detto che non stanno facendo «nessuna controanalisi, perché non ci hanno dato il materiale da analizzare. Noi siamo pronti a fare le controanalisi, se ci lo chiedono, ma per ora non abbiamo ricevuto niente, solo i risultati delle analisi fatti da altri soggetti». Su questo punto, quelle delle controanalisi, c'è qual che fraintendimento. Molti pensano che l'Opificio abbia il materiale da analizzare, o che lo stia analizzando. «Le analisi dell'Opificio non sono ancora finite - disse ad esempio, sempre lunedì, il Consiglio comunale Ornella De Zordo capogruppo della Lista civica Unaltracittà la conferenza stampa che il sindaco ha programmato ha anticipato gli accertamenti del laboratorio dell'Opificio e ha riportato il solo parere di laboratori privati scelti dagli stessi che stanno portando avanti la ricerca. E così la ricerca continua senza le controanalisi di un soggetto terzo». In realtà, non solo le analisi dell'Opificio non sono finite, ma non sono nemmeno iniziate e chissà se mai cominceranno. E su questo peculiare aspetto il consigliere comunale del Pdl Mario Tenerani ha espresso di fronte a Ciatti e a tutta la Commissione, capitanata dal presidente Leonardo Bieber, tutto il suo disappunto: «Non è possibile che il materiale sulla Battaglia di Anghiari non venga fatto analizzare da un soggetto terzo, e questo soggetto terzo non sia l'Opificio delle Pietre Dure, la massima eccellenza del settore». Comunque sia, Ciatti non ne fa un dramma: «Abbiamo già così tanto da fare...». Sulla continuazione della ricerca dell'opera di Leonardo dietro la Battaglia di Scannagallo di Vasari, il soprintendente dell'Opificio ancora una volta esprime tutta la sua cautela: «Bisogna andarci con i piedi di piombo - ha ribadito - nessuno può sapere se l'opera c'è e quanto eventualmente ne è rimasto. Se il ministro darà l'autorizzazione a proseguire la ricerca, poi, bisogna vedere dove si potranno fare i nuovi fori. Seracini non sarà entusiasta di quello che dico, ma non possiamo predeterminare la posizione dei punti dove si potrà, eventualmente, operare. E si potrà operare, come ha detto lo stesso Renzi, solo sulle parti restaurate. Non abbiamo fatto una mappatura, che può essere una base di partenza». Infatti, secondo l'ingegner Maurizio Seracini, che sta conducendo la ricerca, servirà un approfondimento proprio sulla mappatura dell'affresco del Vasari anche per determinare con esattezza le zone stuccate dai restauri del secolo scorso e di quello precedente, incrociando questi dati con le parti che vengono ritenute più idonee agli ulteriori accertamenti, che saranno sempre effettuati con sonde endoscopiche: quelle che sono state usate fino ad ora sono passate da pertugi di sei millimetri e più ampia è l'apertura più facile è muovere ed orientare la sonda per «vedere» cosa nasconde l affresco del Vasari. Quello che serve adesso è l'autorizzazione ministeriale. Ma il tutto va affrontato, come ribadito più volte da Ciatti, «con molta calma». .. »