Costruita sul terreno di altri proprietari, è pronta da due anni È costata più di cinque milioni: mancano anche la strada di accesso e i mobili Finita da ormai due anni, costata oltre 5 milioni di euro e ancora chiusa. Ma quel che è più importante, inutilizzabile. Perché la strada daccesso non esiste ancora, mancano gli arredi per cui la gara dacquisto non è nemmeno partita. E la centrale elettrica a servizio della struttura è stata realizzata sullo spicchio di terra sbagliato. Storia di ordinaria burocrazia ma anche di sprechi, quella della Casa dello studente di via del Mezzetta, che da mesi provoca la rabbia dei residenti della zona e di chi - utenti delle Poste o degli impianti sportivi della Sancat - si imbatte nella vista di questo mausoleo bianco, ancora desolatamente vuoto e però con le luci accese. «Anche di notte, che spreco», tuona il consigliere comunale Pd Pierguidi. Progettata per accogliere 82 studenti, la casa dello studente di via del Mezzetta è di fatto pronta da febbraio del 2010. E però non apre ancora. Stando alle previsioni più ottimistiche dellUniversità, che ha realizzato i lavori, non sarà utilizzabile prima di qualche mese. Per lestate, più probabilmente a settembre. Salvo complicazioni. Perché? La struttura, pagata per metà dallo Stato - con un finanziamento relativo alla legge 338 del 2000 - e per il resto dallUniversità, che ha contratto un mutuo ad hoc - è costata in tutto qualcosa come 5,5 milioni di euro. Solo che, stando a quanto spiega la vicepresidente della Regione Stella Targetti nella risposta ad uninterrogazione del consigliere Udc Marco Carraresi, diverse criticità ne impediscono lutilizzo e la cessione allazienda per il diritto allo studio (il Dsu della Regione), che dovrebbe gestirla. Primo: manca un accordo economico tra i due enti. LUniversità ci ha speso oltre 2 milioni di euro di suo per costruirla e altrettanti ne chiederebbe al Dsu per prenderla in carico. In sostanza vorrebbe che lazienda per il diritto allo studio rilevasse la sua parte di mutuo. Ma lintesa non si trova. E si sa che in uno degli ultimi cda, il Dsu ha chiesto una valutazione ad un perito esterno sul valore attuale dellimmobile. Segno che un accordo è tuttaltro che vicino. Ma non è solo questione di soldi. Ci sono anche problemi tecnici, evidenziati sempre da Targetti, che finora hanno rallentato e tuttora impediscono al Dsu di prendere in gestione senza colpo ferire la struttura. Innanzitutto la cabina elettrica a servizio del palazzo, costruita su unaltra proprietà: su una particella di terreno differente da quello dato in comodato allUniversità. «Stiamo cercando di risolvere il problema, ci dovremmo essere», confessa il prorettore al bilancio dellateneo Luca Bagnoli. Poi la strada daccesso alla casa dello studente, finora non riconosciuta dal Comune: solo pochi giorni fa le pratiche si sono concluse e ora lateneo potrà asfaltarla («Si parte in aprile coi lavori, abbiamo avuto anche il nulla osta della Soprintendenza», garantisce oggi Bagnoli). «Ledilizia pubblica ha i suoi tempi», allargano le braccia dallUniversità. «Aspettiamo risposte dallateneo, noi non centriamo», fanno capire dal Dsu, dove si dicono pronti a bandire la gara per lacquisto degli arredi della struttura, per cui già nel bilancio del 2010 erano stati stanziati 276 mila euro. Intanto i Giovani Democratici fanno notare che a Firenze, «su più di 2.000 studenti riconosciuti idonei ad un alloggio universitario, solo 1.300 ne possono usufruire per mancanza di posti».