Beni culturali a Enna. L'assessore La Rocca parla degli interventi finanziari già richiesti per valorizzare le due aree suggestive iL CASTELLO DI LOMBARDIA Castello di Lombardia e Rocca di Cerere dovrebbero essere maggiormente fruibili dai turisti e, quindi, più adeguati all'offerta turistica da parte del comune. L'assessore comunale Gino La Rocca fa una sintesi degli interventi cospicui che saranno fatti grazie all'occasione offerta dal "Pist "Centro Sicilia", operazione 5, rete dei parchi archeologici urbani. Si tratta di due progetti, il primo è denominato "Parco archeologico urbano Castello di Lombardia Rocca di Cerere". Il sito è stato oggetto di un primo intervento di ricerca, tutela e valorizzazione realizzato dal Comune, grazie ad un finanziamento inserito nell'ambito del Pit 11 "Enna: Turismo tra archeologia e natura", del Por 2000-2006. Il progetto ora proposto riguarda la possibilità di continuare, completare e migliorare gli interventi già realizzati, allo scopo di rendere tale area completamente fruibile come parte integrante nella costituzione del Parco archeologico urbano del Castello di Lombardia e Rocca di Cerere. Con questo progetto si vuole completare e migliorare interventi infrastrutturali, con i necessari servizi e percorsi di visita, mentre l'edificio già in parte recuperato sarà destinato a ospitare il Museo archeologico comunale, struttura pensata come contenitore per i materiali archeologici recuperati in oltre 30 anni di scavi archeologici urbani e che possono utilmente contribuire a narrare la storia della città di Enna dalla preistoria al medioevo. Sarà inoltre continuata l'attività di indagine archeologica nella sottostante valletta di S. Ninfa. Il costo del progetto denominato "Parco archeologico urbano Castello di Lombardia Rocca di Cerere", ammonta a complessivi 1.265.000 euro ed è stato già proposto al Dipartimento del Beni culturali e dell'Identità siciliana per il relativo finanziamento. Il secondo progetto Progetto denominato "Rifunzionalizzazione Castello di Lombardia, recupero della funzione storica teatrale nel Castello e nelle aree adiacenti". «Oggi - dice La Rocca - preservando le aree archeologiche venute alla luce, si vuole recuperare la funzione teatrale, anch'essa parte della storia del Castello. Dall'esame dei luoghi e da incontri con funzionari della Soprintendenza ai beni culturali e dei vigili del fuoco e dalla verifica della normativa per locali di pubblico spettacolo, si è avuto modo di delineare l'impostazione progettuale. Dall'analisi e verifica delle normative vigenti non è più possibile realizzare all'interno del Castello un teatro all'aperto per 2 mila3 mila persone come in passato». «Quindi - aggiunge l'assessore - si è delineata l'idea progettuale di realizzare un piccolo teatro all'interno del Castello, nel "Cortile delle Vettovaglie", salvaguardando e valorizzando le aree archeologiche del primo cortile.Il teatro all'interno del Castello, in funzione delle vie di esodo, avrà una capacità di 8001000 posti e verrà realizzato con strutture tecniche modulari che possono essere facilmente smontate, per essere riutilizzate anche per allestimenti differenti. Oltre alla struttura modulare, saranno ricavati i camerini per gli attori e i servizi essenziali». Il progetto si prefigge, anche, interventi di recupero e restauro dei locali monumentali esistenti, da utilizzare come sale museali dei reperti attualmente conservati nei musei della città, Varisano ed Alessi, che raccontino la storia del Castello e dell'intero sito, nonché interventi di sistemazione a verde. Il progetto è redatto a livello "definitivo" e ammonta a complessivi 3 milioni e 200 mila euro. E' stato già inoltrato al Dipartimento del beni culturali e dell'Identità siciliana per il relativo finanziamento. Flavio Guzzone 17032012