Graziano: "Siamo in ritardo". De Magistris e Caldoro: "Ce la faremo" Lettieri: "Uno scempio. E Gizzi cambia idea: "La scogliera non è invasiva" Mancano 21 giorni allinizio delle regate, la prossima settimana sbarcheranno gli atleti, gli americani del team sono in città a fare sopralluoghi, la macchina Americas Cup è in piena attività. Eppure, nessuna novità arriva sul fronte lavori in Villa Comunale. Tutto fermo, prosegue soltanto il recupero della Cassa armonica. Ma il progetto del villaggio, affidato alla società vincitrice della gara Jumbo Grandi Eventi (in cordata assieme a Infront e Key-Event) resta, per il momento, al palo. Un ritardo evidente che preoccupa anche i vertici della società di scopo Acn, nata con Comune, Regione, Provincia e Unione industriali proprio allo scopo di coordinare levento. «Siamo in ritardo di circa 30 giorni rispetto al cronoprogramma - ammette il presidente degli industriali e amministratore unico della società Acn Paolo Graziano - perché siamo partiti in ritardo e poi ci sono stati altri intoppi durante il percorso». La gara indetta dal Comune per progettazione e realizzazione del villaggio in Villa comunale, promozione e eventi ha avuto un percorso accidentato. La procedura a inviti è partita in ritardo, alla prima scadenza il risultato è stato annullato perché su 3 imprese solo una (la Opengate) aveva compilato esattamente la proposta. La procedura, in quel caso, è stata annullata perché giudicata priva di concorrenza (la Opengate era lunica rimasta in corsa). Si è aperta così una nuova gara, conclusa non senza rallentamenti, sabato scorso. La Opengate ha annunciato ricorso al Tar. «Ieri (laltroieri, ndr) - continua Graziano - è stata aggiudicata lultima gara per la sponsorizzazione che doveva svolgersi un mese e mezzo fa. Nonostante tutto sono sicuro che ce la faremo. I napoletani danno il loro meglio nelle missioni impossibili. Ci rende fiduciosi il fatto che ad aggiudicarsi la gara siano state le prime tre società a livello mondiale». È necessario uno scatto, serve uno sprint finale per raggiungere il traguardo. È per questo che interviene anche il governatore Stefano Caldoro: «I tempi sono stretti, ma dobbiamo farcela - afferma - il nostro obiettivo è risolvere i problemi e i ritardi possono capitare, ma bisogna recuperare». La corsa contro il tempo è evidente ma il sindaco Luigi de Magistris non vuole cedere alle nubi che si addensano su quello che è levento dellanno. «Chi dice che siamo fermi? - ribatte - Ce la faremo con i lavori, così come con le sponsorizzazioni». Non ha dubbi, il primo cittadino, risponde alle paure con il solito ottimismo. «Gli investimenti ci saranno - dice convinto - chi non investe non sa cosa perde. Solo un cieco può non avere interessi in questa città». Di tuttaltro parere Gianni Lettieri, consigliere comunale Pdl: «Il ritardo era annunciato - spiega - e penso che lAmericas Cup partirà anche se i lavori non saranno terminati. Stanno facendo uno scempio». Il percorso verso la Coppa America è stato irto di ostacoli, sin dallinizio. Prima Bagnoli, poi la virata sul lungomare Caracciolo, scelta costellata di dubbi perché vincolata in più punti dalla Soprintendenza. Si è molto discusso sul progetto di prolungamento della scogliera, al quale il soprintendente ai Beni architettonici Stefano Gizzi ha imposto molti veti, allo scopo di tutelare il paesaggio. Ora, a due mesi di distanza, Gizzi cambia idea e riconosce, dopo aver visto il risultato, che quei prolungamenti non sono affatto invasivi. Anzi, potrebbero restare addirittura per sempre sul lungomare. «Visti dallalto e dal Castel dellOvo - afferma Gizzi - quei due baffi alla scogliera non sono invasivi e nel tempo si inseriranno anche meglio». Si fa strada lidea di lasciare la scogliera "soffolta" (cioè a pelo dacqua). Gizzi resta però critico sui lavori previsti per la Villa comunale: «Unoccasione mancata per un vero e proprio restauro».