A partire dal secondo dopoguerra, l'intensa attività culturale, unita ad un forte impegno personale, ha permesso all'avvocato Gerardo Marotta di mettere insieme una ricchissima biblioteca umanistica, poi donata, nel 1975, all'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, di cui è fondatore e presidente. La biblioteca dell'Istituto può contare su 400 periodici in abbonamento e su 1600 riviste filosofiche, storiografiche, letterarie, italiane ed internazionali. Tra le edizioni più rare compaiono la "Revue des deux mondes", rivista francese presente sin dalle sue origini, o il "Simplicissimus", raccolta di un giornale della Repubblica di Weimar, unica anche dal punto di vista iconografico, che l'avvocato riuscì a recuperare e a salvare in seguito alle distruzioni del conflitto mondiale, così come fece con la Biblioteca di Gioacchino Murat, poi fatta completamente restaurare. Ma sono i pregiatissimi volumi, ben duecentomila, a costituire il cuore ed il fulcro della biblioteca. Pur non rincorrendo lo sterile mito del "bel libro" o della rarità fine a se stessa, non mancano in essa edizioni cinquecentesche e seicentesche rare, a volte uniche, come alcune edizioni di Aristotele e Platone, Cicerone, S. Tommaso, S. Agostino, Bacon e Newton. Dall'antichità classica ai contemporanei, passando per i grandi dell' illuminismo e del pensiero ottocentesco, tutte le grandi scuole e gli indirizzi filosofici trovano adeguato posto all'interno della biblioteca dell'Istituto per gli Studi Filosofici, secondo una linea che tende a selezionare il più possibile le opere in lingua originale, affiancandovi, quando vi sono, traduzioni in italiano e in altre lingue. Preceduta dai testi in cui vivono le grandi idee di Vico, Gravina, Muratori, la grande corrente del pensiero illuminista italiano, francese e tedesco occupa uno spazio di particolare rilievo con le opere - di moltissime c'è la prima edizione - di Verri, Beccaria, Filangieri, Voltaire, Diderot, Helvetius, Rousseau e Wolff. Questo filone è ulteriormente arricchito dalla serie di testi di precursori dell'Illuminismo, di particolare interesse per la difficile reperibilità e pubblicate dalle francesi Editions d'Histoire Sociale. La ricchissima collezione di opere prodotte da filosofi italiani dell'Ottocento trova il suo coronamento nei volumi dedicati a rappresentare nella maniera più esaustiva la scuola hegeliana, da De Sanctis a Spaventa, da Labriola a Tari. Altre prestigiose opere confermano, con la loro presenza, la volontà di dotare la biblioteca di tutti gli strumenti necessari alla ricerca, anche se non necessariamente appartenenti alle discipline filosofiche. Numerosi sono, infatti, i testi di carattere storico ed imponenti sono le testimonianze del pensiero e della discussione di ambito meridionalistico, legate a figure come Fortunato, Salvemini, Dorso; presenti, inoltre, i rapporti della Svimez, del Formez, e di tutti gli enti che hanno svolto un'attività dedicata a promuovere lo sviluppo del Mezzogiorno. Estendendo la panoramica a settori disciplinari vicini come l'economia, le scienze sociali e le scienze politiche, collane che possono dare l'idea della vastità delle testimonianze presenti sono la "Biblioteca dell'economista" e la "Biblioteca di scienze politiche", i "Classici politici della Utet".