Centro culturale mai valorizzato ma frequentato da ricercatori docenti e studenti in arrivo da tutto il mondo. L'Asl in Soprintendenza: zero igiene e sicurezza. A rischio opere preziose. Gli ispettori dell'Asl chiudono la biblioteca della Soprintendenza e multano la dirigente con una contravvenzione di seimila euro. Una nuova bufera si abbatte sulla gestione del sito archeologico più famoso al mondo. I locali, ubicati nei sotterranei degli uffici-container già oggetto di un'indagine della procura di Torre Annunziata per la presenza di amianto, sono stati ritenuti fatiscenti dai sanitari e in violazione di tutte le normative in materia di sicurezza sul lavoro. Niente vie di fuga. Impianto antincendio assente. Luminosità zero e, ancor più grave, gli ambienti sono «in odore di amianto». Da ieri, dunque, i circa ventimila volumi pregiati, iconografie, le preziose carte di scavo di Amedeo Maiuri e di Matteo Della Corte, nonché i testi originali degli studi di Plinio il Giovane non sono più consultabili per un tempo indefinito. Secondo la relazione degli esperti sanitari, infatti, gli ambienti adibiti a biblioteca «non sono sanabili», sotto l'aspetto della sicurezza sul lavoro e pertanto altamente rischiosi per l'incolumità del personale adibito al controllo dei volumi. «E un grave danno al patrimonio intellettuale e culturale del mondo - dicono gli esperti - in quanto la magnifica biblioteca della Soprintendenza di Napoli e Pompei racchiude tutto il sapere e i segreti dell'antica città romana. Da tutto il mondo giungono gli studiosi egli studenti per consultare i testi rari della biblioteca pompeiana. Siamo seriamente preoccupati anche per la sorte dei testi che, se mal conservati, subiranno gravi danni. È un pericolo che il sapere archeologico non può permettersi di correre». Tra i preziosi volumi si contano le circa 600 pubblicazioni provenienti dalla biblioteca di Vittorio Spinazzola, donati nel 2008 dal nipote Francesco Scotto di Freca. Opere che facevano parte della biblioteca di SalvatoreAurigemma e Alda Levi, moglie dello Spinazzola. Molte di queste opere ripercorrono l'attività di studio e di scavo dei due studiosi dagli anni 10 agli anni 60. del secolo scorso, in varie regioni d'Italia. Il nome dello Spinazzola è legato all'attività svolta a Pompei. come direttore degli scavi. tra il 1911 e il 1923, con gli scavi «nuovi» di via dell'Abbondanza. Le pubblicazioni sono in più lingue, dal latino all'inglese, al tedesco e datate a partire dalla fine dell'800. I locali biblioteca nel gennaio del 2011 furono interessati da un incendio. Sotto accusa finì la fatiscenza dell'impianto elettrico. La Cisl diAntonio Pepe accusa: «La salute dei lavoratori e la tutela del prezioso patrimonio culturale da anni non sono tra le priorità dell'agenda dell'amministrazione. Ed è un fatto gravissimo». E la chiusura della biblioteca accende i riflettori sulla cattiva conservazione di preziosi volumi donati alla soprintendenza e che non trovano collocazione. Nell'edificio realizzato in tubolare metallico, tra Porta Stabia e l'Anfiteatro, ribattezzato «il mostro» per l'indefinita estetica, sono accatastati centinaia di volumi antichi dal valore di ognuno, secondo gli esperti, da 150 euro. I testi sono ammassati, in maniera confusa e senza una protezione contro l'umidità, tra il vasellame e le anfore rinvenute nel corso degli scavi archeologici e immagazzinati alla meglio in attesa di una degna collocazione. Le pagine dei volumi sono, ormai, il «cibo» preferito dei topi.
POMPEI - Amianto e topi, chiusa la biblioteca di Pompei.
La biblioteca della Soprintendenza di Napoli e Pompei, un centro culturale di grande valore, è stata chiusa a causa di una grave violazione delle normative di sicurezza sul lavoro. Gli ispettori dell'Asl hanno multato la dirigente con una contravvenzione di 6.000 euro. La biblioteca, che ospita circa 25.000 volumi preziosi, è stata ritenuta fatiscente e in odore di amianto. I locali sono stati chiusi a causa della presenza di amianto e dell'assenza di un impianto antincendio. I testi originali degli studi di Plinio il Giovane e di Amedeo Maiuri e di Matteo Della Corte sono stati messi fuori uso per un tempo indefinito.
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