L'Opificio delle Pietre dure Ciatti: «Se il Ministero concederà le autorizzazioni, i tecnici faranno la mappatura di altri punti del dipinto in cui sarà possibile agire» Nessun intervento drastico e nulla di anomalo. I carabinieri, nell'ambito dell'indagine sulle ricerche in corso a Palazzo Vecchio a Firenze dell'affresco perduto di Leonardo Da Vinci, «La Battaglia di Anghiari», non hanno riscontrato infatti anomalie tali da considerare i lavori di ricerca come qualcosa di invasivo. Secondo un esposto presentato dall'associazione Italia Nostra, la ricerca metterebbe a rischio l'affresco del Vasari sotto il quale sarebbe celata La Battaglia di Anghiari. L'obiettivo è stato dunque quello di ricostruire come è nata l'iniziativa, in cosa consiste, come si è sviluppata, chi è intervenuto, che tipo di lavori sono in corso, lo stato dell'arte e se eventualmente siano stati provocati o se c'è il rischio che vengano provocati danni. Per questo motivo i carabinieri, coordinati dal procuratore capo Giuseppe Quattrocchi, hanno analizzato i permessi concessi dal Ministero dopo i pareri favorevoli di Palazzo Vecchio e della Soprintendenza: in quelle carte non è stato trovato nulla di opaco o di sospetto. Per accertare l'esistenza di tracce dell'opera leonardiana per sei volte una sonda endoscopica aveva «forato» l'affresco vasariano. Contro questa ricerca Italia Nostra ha presentato l'esposto ipotizzando il reato di danneggiamento dell'opera. A sostegno dell'esposto è stato diffuso un appello pubblico di oltre un centinaio di studiosi per fermare la ricerca. Ma per i carabinieri non c'è stato nessun foro: i lavori, che potevano essere effettuati su sette parti diversi del dipinto, sono stati effettuati senza che l'affresco originale sia stata danneggiato. La sonda è stata sì usata, ma è stata fatta passare in corrispondenze delle crepe pregresse, il che ha evitato di compromettere qualsiasi situazione. Adesso sarà ovviamente il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi a stabilire se siano necessari altri approfondimenti o se siano sufficienti gli accertamenti dei carabinieri. Intanto se il Ministero per i Beni culturali concederà tutte le autorizzazioni necessarie a procedere con la ricerca della Battaglia di Anghiari di Leonardo nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio «i tecnici dell'Opificio mapperanno, "a mano" e sul posto, con le tecniche diagnostiche più all'avanguardia, tutte le aree della Battaglia di Scannagallo oggetto di restauro nel corso dell'Otto e del Novecento, a caccia di punti dove è possibile agire per continuare a cercare il dipinto perduto senza danneggiare l'opera di Va-sari», dice il sovrintendente dell'Opificio Marco Ciatti. Perché, semmai arrivassero queste autorizzazioni, «il lavoro da svolgere sarebbe probabilmente assimilabile a quello effettuato finora: cercare cioè punti dove penetrare con la strumentazione per capire quello che è possibile trovare sotto».
FIRENZE - Anghiari, nessun danno al Vasari. Il rapporto dei carabinieri promuove le ricerche: la parola ora passa a Quattrocchi.
L'Opificio delle Pietre dure Ciatti ha effettuato una ricerca sulla Battaglia di Anghiari di Leonardo Da Vinci, affresco perduto, nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. I tecnici hanno utilizzato una sonda endoscopica per mappare l'area, senza danneggiare l'affresco originale. L'associazione Italia Nostra ha presentato un'esposto per il reato di danneggiamento dell'opera, ma i carabinieri non hanno trovato nulla di sospetto. Il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi dovrà stabilire se siano necessari altri approfondimenti.
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