Dopo la rinuncia al progetto. La soprintendente Marino: le torri di 70 metri non erano compatibili con lo skyline di Firenze Lassessore Meucci sbigottita dalla decisione dei privati: liter era a buon punto Lultimo rinvio al ministero quattro giorni fa per un parere sul progetto modificato «Trovo strano presentare la vicenda della Manifattura Tabacchi come un problema di burocrazia - dice il sindaco di Firenze Matteo Renzi - Il problema reale è che il 50 della Manifattura è di Fintecna, cioè unazienda statale, ma laltro 50 è di una società composta da 3 aziende, la Baldassini Tognozzi, il Consorzio Etruria e una società di Ligresti che sono attraversate da una grave crisi economica e finanziaria. Il problema è dunque che il privato non ha le risorse per andare avanti e il via libera della soprintendenza non è comprensibilmente ancora arrivato perché la questione è delicata e va seguita attentamente». Così, il sindaco il giorno dopo la decisione di Metropolis di abbandonare il progetto di recupero della Manifattura Metropolis, fiaccata da 65 milioni di debiti e da altri 15 milioni spesi direttamente nelloperazione senza essere riuscita in sette anni ad aprire i cantieri, ha deciso di mollare. Secondo lazienda, la crisi dei suoi soci Btp e Consorzio Etruria, oltre che Fondiaria-Sai, è conseguenza anche delle difficoltà in questi anni a lavorare a Firenze. Non per tutti è così. «Ci siamo sempre e solo preoccupati di tutelare lo skyline di Firenze e il pregio di certi edifici di fronte ad un piano di recupero della Manifattura Tabacchi che prevede demolizioni e la costruzione di due torri alte settanta metri. Gli inutili rinvii non sono interesse di nessuno e non ci appartengono», dice ad esempio la soprintendente Alessandra Marino, che rispedisce al mittente laccusa secondo cui sette anni di lungaggini burocratiche hanno affossato il piano di recupero. «La prospettiva di inserire nel complesso le funzioni pubbliche avrebbe favorito il riutilizzo di alcuni edifici - spiega Marino - Ma quando questa opportunità è venuta meno, la necessità per i costruttori di aumentare la quota delle case in sostituzione degli uffici pubblici, ha comportato un progetto che prevede maggiori demolizioni e ricostruzioni. Sebbene mostrino capriate in cemento armato di un qualche fascino, siamo disposti ad autorizzare la demolizione dei magazzini più recenti che risalgono agli anni Cinquanta, ma abbiamo chiesto che vengano preservati quelli più antichi degli anni Trenta. E inoltre abbiamo osservato che edifici di 70 metri non sono compatibili con Firenze. Quattro giorni fa - conclude Marino - la proprietà ci ha presentato un aggiornamento che prevede il mantenimento di uno dei capannoni degli anni Trenta e la riduzione a 60 metri dellaltezza delle torri. Abbiamo chiesto un parere al Comitato tecnico scientifico del Ministero dei beni culturali». Le carte raccontano di progetti presentati dai privati, mai neppure esaminati dalla precedente giunta e oggetto di ripetute obiezioni della soprintendenza, un tira e molla che comincia sette anni fa quando le imprese di costruzioni erano in salute. Ma lassessore allurbanistica Titta Meucci si mostra sbigottita dalla decisione di Metropolis di mollare. «Non è possibile - dice - tre giorni fa abbiamo fatto una riunione in cui abbiamo ipotizzato di portare in quellarea anche funzioni di utilità pubblica, relative alla formazione. E per lunedì prossimo siamo convocati al comitato tecnico scientifico presso il ministero dei beni culturali. Siamo avanti anche dal punto di vista delliter amministrativo: abbiamo approvato in giunta lavvio del procedimento, iniziato a scrivere i documenti per la Vas (la valutazione ambientale strategica, ndr)».
FIRENZE - Manifattura, Renzi attacca i costruttori "Sono senza soldi, la burocrazia non centra"
Il progetto di recupero della Manifattura Tabacchi a Firenze è stato abbandonato da Metropolis a causa della crisi finanziaria dei suoi soci. La soprintendente Alessandra Marino ha espresso preoccupazioni sulla compatibilità degli edifici con lo skyline di Firenze e ha richiesto un parere dal Comitato tecnico scientifico del Ministero dei beni culturali. Lassessore Titta Meucci si è mostrata sbigottita dalla decisione di Metropolis e ha espresso la sua preoccupazione per la tutela dello skyline di Firenze. Il progetto prevedeva la costruzione di due torri alte 70 metri, ma la soprintendente Marino ha richiesto di mantenere solo uno dei capannoni degli anni Trenta e di ridurre l'altezza delle torri a 60 metri.
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