Il 7 è in abbandono. Stra e Mira isole felici In prima linea Tonci Foscari, proprietario di Villa Foscari, spiega che spesso a bloccare le opere di risistemazione sono anche inghippi burocratici Un groviglio di piante rampicanti e pochi affreschi sopravvissuti all'usura. Calcinacci sparsi nelle stanze, erbacce e una dignità persa nei secoli. Villa Forni Cerato, a Montecchio Precalcino (Vicenza), non è purtroppo l'unico esempio di abbandono e degrado, tra l'enorme patrimonio delle ville venete (3803 in totale). Le vere e proprie emergenze, catalogate così dall'Istituto regionale ville venete, sono 253, di cui 143 non vincolate dichiarate in «pessimo stato di conservazione», 29 vincolate con lo stesso bollino nero, 18 «ruderi» non vincolati e 13 vincolati. Poco meno del 7, insomma, delle grandi ville regionali sono in pericolo, e ormai da tempo. Nessuna delle soluzioni finora proposte, però, ha trovato la via risolutiva «Non è una percentuale altissima, la definirei quasi fisiologica spiega Tonci Foscari, proprietario di Villa Foscari certamente vi sono delle difficoltà burocratiche non trascurabili per i proprietari. E anche, talvolta, delle esigenze perse negli anni. Qualche esempio? Villa Forni Cerato appartiene ad una società in regime fallimentare, quindi anche il bene stesso è "bloccato" e non può essere restaurato. Ma anche Villa Zeno a Cessalto, palladiana la famiglia proprietaria non ha più interesse a restaurarla, non ci vede il senso, quindi per la maggior parte del tempo la tiene chiusa». Due esempi non casuali, visto che entrambe le ville in questione sono state dichiarate patrimonio dell'Umanità dall'Unesco nel 1996, e per le quali, dunque, il valore architettonico è indiscusso. Un intreccio di storia, cultura e vita veneta raccontata negli affreschi alle pareti che rischia di sparire. Per ragioni altre e di matrice economica. «Credo che vada ripensato il ruolo della Fondazione ville venete dice Tonci Foscari alcuni proprietari fanno fatica ad accollarsi le spese e in questo momento ci sono due "nodi" nuovi di cui discutere legati all'Imu ». Senza correttivi all'ultima manovra, infatti, l'imu crescerebbe, per gli edifici vincolati, per più del 1400. «Con superfici di quell'estensione diventerebbe un disincentivo ulteriore al restauro, un nuovo ostacolo per la conservazione dice Tonci Foscari credo che il Comune (che dovrebbe percepire metà della quota, l'altra metà andrebbe allo Stato, ndr) dovrebbe rinunciarvi, in ragione dell'indotto turistico che strutture del genere portano al territorio». Mentre si pensano soluzioni alternative, le ville rimangono in alcuni casi abbandonate. Ma non dappertutto. Alcune, hanno infatti subìto di recente restauri importanti, che ne hanno resa fruibile al pubblico una parte prima chiusa o che semplicemente l'hanno riportata al suo antico splendore. Una su tutte quella che da qualche mese è diventata la sede ufficiale dell'IRVV, villa Venier a Mira restaurata nel dettaglio e resa «viva». Dentro ora ci sono gli uffici, che pur non rispettandone la destinazione originaria l'hanno riaperta al pubblico dopo anni. Ma è anche il caso di Villa Pisani, a Strà, di cui due anni fa Venetian Heritage ha restaurato completamente la sala da pranzo. «Abbiamo ricostruito la sala esattamente com'era durante la dominazione francese spiega Toto Bergamo Rossi di Venetian Heritage le abbiamo ridato l'assetto di inizio 800». Tendaggi, affreschi sul soffitto, ma anche manifatture vere e proprie, dai bicchieri originali al centro tavola di due metri di origine toscana. Una ricostruzione dell'art de vivre all'europea, insomma «Abbiamo voluto ricostruire tutto nei dettagli, recuperando nei depositi delle soffitte gli originali spiega Bergamo Rossi un'operazione simile ha anche un valore didattico. Speravo che altri proprietari si illuminassero e invece nessuno (o quasi) fa nulla. Certamente anche una villa privata come villa Foscari, "La Malcontenta", è un esempio di come le cose andrebbero fatte. I proprietari hanno saputo capire il valore culturale dell'edificio fino in fondo ma sono in pochi a pensarla così».