Ma è ancor più scandaloso fare finta di niente, fingere che quei mostri marini, migliaia di tonnellate di acciaio, non passino a poche decine di metri dalle nostre case, a un soffio da Palazzo Ducale. Macché, non conta. E invece è proprio quello, se leggete i giornali di tutto il mondo, a essere sottolineato come incomprensibile. Non c'è stata persona sensata che alla vista delle immagini di questi transatlantici navigare accanto ai fragili palazzi veneziani, non abbia strabuzzato gli occhi. Fatto salvo chi ci guadagna, è evidente. E secca anche dire al signor Trevisanato che i veneziani che contestano chiedono solo che si cambi percorso. Nulla più, nessuno perderebbe il proprio posto di lavoro. E bisognerebbe dirgli anche che non lo chiedono solo i contestatori, ma anche un ministro della Repubblica. Chiederà i danni anche al ministro Clini, che continua a ripetere in ogni occasione quanto sventato sia il passaggio di quei mastodonti accanto a Piazza San Marco? E poi: quanti sono i passeggeri che vanno in crociera solo ed esclusivamente perché quella nave passerà per Bacino San Marco? Tre, quattro? Nemmeno uno, ci scommetto. Al contrario. E più probabile ci sia qualcuno che, folgorato dalla saggezza, dica che no, lì, a far danni, non ci vado. Al signor Trevisanato e a tutti quelli - pochi - che pensano a quanto perderebbe Venezia con un percorso alternativo, consiglio la lettura di un piccolo capolavoro di David Foster Wallace, il grande scrittore americano. Il titolo è «Una cosa divertente che non farò mai più», pubblicato da Minimum Fax, il reportage da una crociera sull'Oceano. Si imparano un sacco di cose, da questo spassosissimo libro. Anche a non spararle troppo grosse, per esempio. Richiesta di danni a chi contesta il passaggio. Non scherziamo Cari veneziani, tenetevi pronti. Non tutti, però. Soltanto quelli, tantissimi, che da sempre contestano il passaggio delle grandi navi da crociera in Bacino San Marco e Canale della Giudecca. State in guardia. Meglio: trovatevi un buon avvocato. Sì, perché il presidente di Venezia terminal passeggeri, Sandro Trevisanato, sta vagliando se citare in tribunale i contestatori, colpevoli, a suo dire, di un danno di immagine da centinaia di migliaia di euro. No, caro lettore, non è uno scherzo. Che in questo Paese si stia cercando da tempo di far passare il dissenso come un reato, è cosa nota. Ma fino a questo punto non si era spinto nessuno. I passeggeri delle crociere sono in calo, e ovviamente, a detta dell'ineffabile Sandro Trevisanato, la causa non è ne la crisi economica, né tanto meno di quel fenomeno del comandante Schettino, o del fatto di rischiare di trovarsi in pieno Oceano con un incendio a bordo. No. La colpa è dei contestatori veneziani. Di quella gente che da anni subisce su di sé, sulle proprie case, sulla proprie rive, sulla propria città, la violenza di quei passaggi. Trevisanato sottolinea che, dopo il naufragio della Concordia, solo a Venezia si sono avute le maggiori contestazioni, riprese dai giornali di tutto il mondo (il magazine di Le Monde gli ha dedicato parecchie pagine in un approfondito reportage di Eric Collier). Stupefacente no? Scandaloso che i veneziani si permettano di fare una cosa del genere.
VENEZIA - GRANDI NAVI A VENEZIA CHI VOLETE DENUNCIARE?
Il presidente di Venezia terminal passeggeri, Sandro Trevisanato, sta considerando di citare in tribunale i contestatori dei passaggi delle grandi navi da crociera in Bacino San Marco e Canale della Giudecca. I contestatori sostengono che il passaggio è dannoso per la città e chiedono un percorso alternativo. Trevisanato afferma che la causa dei problemi è la violenza dei contestatori, che subiscono la violenza di quei passaggi. I passeggeri delle crociere sono in calo, ma Trevisanato non attribuisce la causa a questo fenomeno. Invece, sostiene che i contestatori sono i responsabili dei problemi. Il presidente di Venezia sta valutando di citare in tribunale i contestatori per danni di immagine.
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